Nella bozza della legge di Bilancio 2026 arriva l’esonero totale dei contributi per le assunzioni di mamme con almeno tre figli. Si tratta di una novità assoluta dal momento che le precedenti misure di immissione a lavoro si integravano con la condizione di disoccupazione o con il non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Non si tratta dell’unica novità inserita nella Manovra 2026. Infatti, viene confermato e potenziato il bonus mamme lavoratrici che nel 2025 vale 480 euro, mentre si introduce una nuova opzione di scelta di trasformare il contratto a tempo part time. Inoltre, trova conferma anche il congedo parentale, mentre per i padri separati viene istituito un fondo per il pagamento dell’affitto. Ecco, nel dettaglio, le misure inserite nella legge di Bilancio 2026 relative al lavoro e alla genitorialità.
Esonero contributi mamme assunte nel 2026: in cosa consiste?

Un’importante novità per le madri di almeno tre figli, tutti sotto i 18 anni di età, arriva dalla legge di Bilancio 2026. La bozza della Manovra prevede, infatti, l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro del settore privato, fino a un massimo di 8 mila euro all’anno. L’incentivo contributivo può essere fatto valere per un anno se applicato a una madre lavoratrice con rapporto di lavoro a tempo determinato o con contratto in somministrazione. Se, invece, il rapporto di lavoro si trasforma da tempo determinato in indeterminato, il taglio dei contributi si applica per un anno e mezzo. Infine, nel caso in cui il contratto parta direttamente a tempo pieno, l’azzeramento dei contributi vale per due anni.
Quali misure di esonero dei contributi per le mamme ci saranno nel 2026?
Per quanto riguarda il bonus mamma con figli, nel prossimo anno le lavoratrici potranno fare affidamento su due incentivi. Il primo è quello riservato alle madri di tre figli, dei quali il più piccolo di età inferiore ai 18 anni. Per ricevere il bonus, che consiste nell’azzeramento dei contributi a carico della lavoratrice per la sua quota del 9,19 per cento, è necessario che la dipendente abbia un contratto a tempo indeterminato. La seconda misura riguarda le donne lavoratrici di almeno due figli che ricevono il bonus nella misura fissa di 40 euro al mese (480 euro all’anno). Per ricevere questo bonus non è necessario il contratto a tempo indeterminato, ma serve il contratto a tempo determinato, anche in somministrazione, oppure lavorare con partita Iva. La bozza della legge di Bilancio 2026 aumenta l’importo del 50 per cento, portandolo da 40 a 60 euro.
Bonus genitorialità 2026: opzione part time
Per una migliore conciliazione lavoro-famiglia, alle lavoratrici spetterà anche l’opzione di poter scegliere di trasformare il proprio contratto di lavoro da tempo pieno a part time o di rimodulare la percentuale delle ore di lavoro tagliandole fino al 40 per cento se il contratto è già a tempo parziale. Per avere questa possibilità è necessario essere madri di almeno tre figli e fino al compimento dei dieci anni di età del più piccolo. L’opzione spetta anche ai lavoratori e alle stesse condizioni.
Congedo parentale 2026, come funziona?

Viene rafforzato anche il congedo parentale, portato già negli scorsi anni dal 30 all’80 per cento della retribuzione per tre mesi di durata. La legge di Bilancio 2026 aumenta anche l’età, da 12 a 14 anni del figlio, per richiederlo. Raddoppiano i giorni dei congedi malattia dei figli, passando da cinque a dieci giorni, mentre il limite di età degli stessi per la richiesta passa da otto a 14 anni. Le sostituzioni per maternità, inoltre, si potranno prolungare al primo anno di vita del bambino. Infine, nella bozza c’è anche la norma sponsorizzata da Matteo Salvini di istituire un fondo per il sostegno abitativo dei padri separati. La dotazione iniziale è fissata a 20 milioni di euro.
