Piantedosi alla Camera: scontro tra FdI e Pd su Ranucci

L’attentato subito dal giornalista Sigfrido Ranucci è diventato tema di scontro tra la maggioranza e le opposizioni. È successo anche il 22 ottobre, quando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato alla Camera per la sua informativa su quanto successo. Il titolare del Viminale ha parlato prima della protezione di Ranucci e ha assicurato che la sua tutela «è passata dal livello 4 a 3». Poi ha ribadito «la ferma condanna per l’atto vigliacco e criminale» contro il cronista. Un attacco definito «non solo alla persona, ma all’impianto democratico» del Paese. Piantedosi, però, ha voluto anche attaccare le opposizioni e ha affermato: «Utilizzare questo grave atto intimidatorio per adombrare una qualche responsabilità del governo offende la verità e le istituzioni, con scarso senso dello Stato».

Piantedosi su Ranucci e la liberà di stampa

Il ministro ha quindi respinto la «strumentalità» degli attacchi ai partiti al governo. E ha aggiunto: «Sarebbe auspicabile che il tema della tutela della libertà di stampa, proprio per il suo ruolo fondante dei sistemi democratico-liberali, non scadesse a strumento di grossolana propaganda partitica. In totale, il quinquennio 2020-2024 ha registrato 718 episodi ai giornalisti con una media di circa 143 eventi all’anno. Ma il maggior numero degli episodi si è avuto nel 2021, con 232 eventi, e il dato più basso nel 2023 con 98 episodi. Nei primi sei mesi dell’anno in corso sono state registrate 81 segnalazioni di minacce».

Ranucci, scontro FdI-Pd

Nonostante i numeri, lo scambio di accuse si è consumato tra i banchi di Fratelli d’Italia e del Pd. Sara Kelany, deputata di FdI, ha affermato: «L’attentato a Ranucci è un atto vile spregevole e malavitoso ma non è accettabile che si seguiti a far trapelare il messaggio pericoloso che la bomba a Ranucci sia una svolta autoritaria perché c’è il rischio che qualche folle a questa lettura dia credito. Basta infiammare le piazze e gridare al pericolo fascista perché lo avete inventato voi perché non avete altri argomenti».

La risposta, tra le contestazioni, è arrivata dalla capogruppo dem Chiara Braga, che ha parlato di un quadro «in cui la destra crea sempre un clima difficile per i giornalisti scomodi e un giornalista può essere attaccato e preso in giro nei comizi, in una Rai controllata dal governo ed è ancora più grave la Vigilanza bloccata per liti interne. L’opposizione ha il dovere di denunciare quanto sta accedendo, la destra al governo in Italia alimenta costantemente il conflitto e continua la ricerca del nemico a cui addossare l’incapacità di dare risposte al Paese».

L’M5s: «Non è una partita solo per Ranucci»

Al dibattito ha preso parte anche il Movimento 5 stelle con Federico Cafiero de Raho: «Qui non si fa una partita solo per Ranucci, bersaglio di un attentato vile, su cui chiediamo che si faccia la massima luce in tempi urgenti. Ma per il patrimonio dei valori del Paese. E questa destra che non gradisce il giornalismo d’inchiesta, in maniera concentrica attacca l’indipendenza della magistratura. Chiediamo quindi per Ranucci il massimo della sicurezza, con un dispositivo adeguato: e il livello 3, in verità, non ci pare tale».