La decisione dell’Aja sui presunti rapporti tra Unrwa e Hamas

La Corte internazionale di Giustizia ha stabilito che Israele non ha fornito prove sufficienti a sostegno delle accuse secondo cui alcuni dipendenti dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, sarebbero affiliati a Hamas. Nel pronunciamento ufficiale, il presidente Yuji Iwasawa ha spiegato che «la Corte ritiene che Israele non abbia dimostrato le sue accuse secondo cui una parte significativa dei dipendenti dell’Unrwa sarebbero “membri di Hamas o di altre fazioni terroristiche”». L’organismo internazionale ha inoltre precisato che Israele, in quanto potenza occupante, ha il dovere di «garantire i bisogni fondamentali della popolazione di Gaza, fornendo i i beni essenziali per la loro sopravvivenza». Il verdetto sottolinea anche che lo Stato ebraico deve «facilitare i programmi di aiuto a Gaza, anche quelli dell’Agenzia dell’Onu».

La replica di Israele: «L’Unrwa ha sostenuto Hamas per anni»

La Corte ha inoltre ribadito che Israele non può utilizzare la fame come arma di guerra, affermando che «la Corte ricorda l’obbligo di Israele di non ricorrere alla fame della popolazione civile come metodo di guerra». Immediata la reazione del rappresentante israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, che ha definito il parere «vergognoso». L’ambasciatore ha accusato gli organismi internazionali di essere responsabili della situazione, dichiarando: «Stanno accusando Israele di non aver collaborato con gli organi delle Nazioni Unite, dovrebbero incolpare se stessi». Danon ha poi puntato il dito contro l’Unrwa, sostenendo che si tratta di «un’organizzazione che ha sostenuto Hamas per anni», e ha annunciato che Israele respingerà qualsiasi tentativo di imporre «misure politiche» al proprio governo.