L’impressione è che nella Juventus targata John Elkann si sia passati da Cobolli a Comolli senza imparare nulla. Giovanni Cobolli Gigli venne nominato presidente della Juve nell’infausta estate 2006 (quella della retrocessione in serie B per lo scandalo Calciopoli) e gestì il club assieme all’amministratore delegato francese Jean-Claude Blanc fino al 2009, con il manager transalpino poi sulla poltrona di presidente nella stagione 2009-10. Insomma, una presidenza per anni nelle mani di un dirigente che poco sapeva di calcio, e una guida operativa affidata a un francese. Ricorda qualcosa?
LEGGI ANCHE Nuovo allenatore Juve, da Spalletti a Palladino: tutti i nomi in pole

Il commercialista Ferrero diventato presidente senza sapere nulla di calcio
Lo schema sembra ricalcare esattamente l’attuale organigramma della Juventus, con il commercialista Gianluca Ferrero presidente (persone vicine alla famiglia Ferrero assicurano che il dirigente a stento conoscesse le regole del calcio prima di assumere la presidenza Juve) e alla guida operativa un francese, il direttore generale Damien Comolli, che a giorni verrà pure nominato amministratore delegato al posto di Maurizio Scanavino.

Le grandi turbolenze del periodo 2006-2011 sono state quasi eguagliate
Il periodo 2006-2011 fu di grande turbolenza, e di nessuna vittoria, per il club Juve: in panchina 2006-07 Didier Deschamps, poi esonerato, quindi Claudio Ranieri nel 2007-08, cacciato nella stagione 2008-09 a favore di Ciro Ferrara, mandato via nel 2009-10 per fare posto ad Alberto Zaccheroni, a sua volta liquidato per finire il valzer con Luigi Delneri, sollevato dall’incarico alla fine della stagione 2010-11.
Allegri ha resistito tre anni nel caos societario e ha deluso
La stessa turbolenza sembra essersi abbattuta sulla panchina della Juventus in questi ultimi anni: Maurizio Sarri nella stagione 2019-20 ha vinto lo scudetto (l’ultimo messo in bacheca), ma è stato comunque cacciato per promuovere Andrea Pirlo, che alla fine del campionato 2020-21 è stato esonerato per il ritorno di Massimiliano Allegri, che in un triennio di grandi scossoni societari ha deluso parecchio ed è stato allontanato alla fine della stagione 2024. Ecco allora Thiago Motta, che tuttavia non è durato nemmeno una stagione, la 2024-25: sostituito con Igor Tudor, che però ha appena perso il posto.

Le cose si sono sistemate solo con la coppia Agnelli-Marotta
Quindi? Come ci insegnano da bambini, il pesce puzza sempre dalla testa. E nella Juventus, dopo il periodo terribile di Cobolli Gigli-Blanc (che, tuttavia, va dato loro atto, hanno consentito al club di avere lo stadio di proprietà dalla stagione 2011-12), le cose si sono sistemate solo con l’arrivo di Andrea Agnelli alla presidenza e di Giuseppe Marotta come amministratore delegato della parte sportiva.

L’ingaggio di Cristiano Ronaldo è stato l’inizio della fine
L’inizio della fine, tuttavia, è cominciato nella stagione 2018-19, quando Agnelli ha deciso di ingaggiare Cristiano Ronaldo e Marotta ha lasciato, in disaccordo. I conti della Juve sono andati fuori controllo: il bilancio 2018 si era chiuso con un passivo di 20 milioni di euro, che però sono diventati 40 milioni nel giugno 2019, fino a un rosso di 90 milioni nel giugno 2020. L’impatto del Covid e gli ingaggi monstre, compreso quello di Ronaldo, hanno ucciso in culla il progetto ambizioso di Agnelli e di Fabio Paratici, che dal 2018 al 2021 si è seduto sulla poltrona di ad della parte sportiva.

Chiamato Arrivabene, eppure tra il 2021 e il 2023 tutto è peggiorato
Per sistemare le cose Agnelli ha congedato Paratici e chiamato Maurizio Arrivabene, ma tra il 2021 e il 2023 tutto è peggiorato: rosso di 210 milioni di euro nell’esercizio 2021, di 240 milioni nell’esercizio 2022, di 123 milioni nell’esercizio 2023. È scoppiato lo scandalo plusvalenze, Agnelli e Arrivabene hanno lasciato, così come tutto il consiglio di amministrazione della Juventus, che è passato nelle mani di professionisti tecnici come Ferrero e Scanavino.

Giuntoli plenipotenziario, però la sua gestione è stata un fallimento
Si è puntato quindi su Cristiano Giuntoli, che in questa fase di dirigenza sportiva azzerata è diventato un plenipotenziario nelle due stagioni 2023-24 e 2024-25. Ma anche la sua gestione è stata deludente, con 199 milioni di perdite nel 2024 e 58 milioni di rosso nel 2025. Dalla scorsa estate ecco il francese Comolli, sconosciuto ex presidente del Tolosa che, senza spiccicare una parola di italiano, ha confermato il traghettatore Tudor, mettendo insieme una rosa juventina non competitiva e poco equilibrata (spesi 63 milioni di euro per gli invisibili Loïs Openda e Edon Zhegrova) lavorando col direttore tecnico François Modesto ma senza affidarsi a un direttore sportivo di lungo corso.

Comolli potrebbe essere affiancato nell’organigramma dalla moglie turca
Insomma, John Elkann, una volta tornato a comandare alla Juventus dopo la cacciata del cugino Andrea Agnelli nel 2023, non ne ha azzeccata una: tourbillon di dirigenti e di giocatori, scelte isteriche, esoneri. D’altronde un proprietario poco attento e appassionato, un presidente che di calcio non sa nulla, un direttore generale e a breve amministratore delegato francese che non conosce l’ambiente italiano, e un allenatore ancora non pronto per i grandi palcoscenici (Tudor) non potevano che produrre disastri: cinque pareggi e tre sconfitte nelle ultime otto partite, una serie negativa che alla Juventus non si vedeva dal 1981. Poco male. Perché a breve Comolli potrebbe essere affiancato nell’organigramma della Juventus dalla moglie turca, Selinay Gürgenc, che già al Tolosa lavorava con lui come responsabile della strategia e della cultura sportiva. Da Villar Perosa e l’Avvocato alla signora Gurgenc: signori della giuria, è tutto.






