Conte rilancia il M5S: piazza di sfida a Schlein sulla giustizia (e non solo)

Ci sarà una piazza a Roma, probabilmente entro la fine di novembre, organizzata dal Movimento 5 stelle contro la riforma della giustizia e la separazione delle carriere voluta dal governo di Giorgia Meloni. Chi lavora a Campo Marzio ha già avuto il via libera di Giuseppe Conte per trovare la data migliore. Non sarà l’unica manifestazione, naturalmente, perché poi, con l’inizio del nuovo anno e con l’avvicinarsi al referendum, le iniziative si moltiplicheranno, ma intanto «bisogna battere un colpo», dicono dalla sede M5s, e, soprattutto, «anticipare sulla piazza il Pd», perché «devono essere loro ad aderire a una nostra manifestazione in favore dei magistrati e non il contrario». Insomma, sulla giustizia, «dobbiamo essere noi a dare la linea all’opposizione». Le parole sussurrate a Lettera43 da una fonte pentastellata ben descrivono il clima nel Movimento: da battaglia, contro la maggioranza, ma pure contro gli “pseudo-alleati” dell’opposizione. Tanto che tra i cronisti a Montecitorio circola una battuta: «Conte attacca Meloni affinché Schlein intenda…».

Conte rilancia il M5S: piazza di sfida a Schlein sulla giustizia (e non solo)
Giuseppe Conte con Elly Schlein (Imagoeconomica).

L’iperattivismo contiano in funzione anti-Schlein

Il protagonismo dell’ex premier nelle ultime settimane fa capire bene le sue intenzioni: giocarsi la partita della leadership del campo largo. Un obiettivo che non cerca più nemmeno di nascondere. Conte, infatti, più vede Schlein in difficoltà, sotto attacco da un pezzo del suo partito, e più sente l’odore del sangue. Si dice che “Giuseppi” non si perda un retroscena sui guai e le divisioni dem, andando in brodo di giuggiole ogni volta che qualche pezzo grosso a sinistra mette nel mirino la segretaria, ad esempio Romano Prodi un paio di giorni fa. Per il resto, Conte ha ripreso col suo attivismo. Il giorno stesso della bomba a Sigfrido Ranucci il presidente M5s si è presentato a sorpresa al presidio organizzato in fretta e furia davanti alla sede Rai di Via Teulada insieme a un gruppo di pentastellati e da lì ha annunciato la manifestazione a Santi Apostoli per il martedì successivo, cui hanno aderito poi tutte le altre forze di opposizione e dove pure FdI ha inviato una delegazione. Conte ha pure partecipato a diverse manifestazioni pro Palestina ed è stato uno dei leader italiani più duri nel criticare le azioni del governo israeliano a Gaza. Nel mentre eccolo comparire in prima fila anche all’esordio del movimento centrista di Alessandro Onorato, appuntamento al quale erano presenti molti dem e molti sindaci (Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi e Silvia Salis su tutti) e dove per altro Schlein non si è vista. Onorato ha reso l’onore delle armi all’ex premier, elogiando in più passaggi la sua azione di governo e i denari portati a casa col Pnrr.

Conte rilancia il M5S: piazza di sfida a Schlein sulla giustizia (e non solo)
Alessandro Onorato con Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

L’attesa per le Regionali in Campania

Insomma, se c’è da fare il barricadero in piazza in difesa di Report o dei magistrati, Conte c’è. Se bisogna parlare o trattare con nuove forze moderate di centro, Conte c’è. E ora spera di incassare un altro risultato: la vittoria di Roberto Fico in Campania. Perché se è vero che Edmondo Cirielli sta recuperando, difficilmente riuscirà a portare a termine la “remuntada”. Per Fico, del resto, stanno lavorando pancia a terra le truppe di Vincenzo De Luca e quelle del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Se davvero l’ex presidente della Camera dovesse farcela, sarà un successo da attribuire soprattutto a Conte, che sotto il Vesuvio si è tolto la kefiah e ha indossato gli abiti da perfetto democristiano: non si è fatto intimorire dalle fibrillazioni e dagli insulti di De Luca e non si è fatto problemi a imbarcare nella coalizione cognomi con cui mai i 5 stelle in passato avrebbero interloquito, come l’ex consigliere regionale di Forza Italia Armando Cesaro, figlio dell’ex parlamentare Luigi Cesaro, che corre per Casa Riformista.  

Conte rilancia il M5S: piazza di sfida a Schlein sulla giustizia (e non solo)
Giuseppe Conte e Roberto Fico (Imagoeconomica).

La ricucitura con Appendino

Ma Conte in questo mese di ottobre ha saputo gestire anche problemi interni al Movimento dove, non dimentichiamo, nel frattempo è stato confermato presidente senza avversari, con l’89,3 per cento dei voti. L’attacco sferrato da Chiara Appendino, critica su un’alleanza stabile con il Pd e rafforzato dalle dimissioni da vicepresidente, è stato un duro colpo per Conte perché riguarda un tema sensibile: la purezza del M5s e l’abbandono dei suoi principi originari. Tanto più che le perplessità su un rapporto troppo stretto coi dem sono diffuse nel Movimento e anche da certa stampa d’area. E infatti Marco Travaglio, sul Fatto Quotidiano, ha vergato un editoriale in cui comprendeva le ragioni del malcontento dell’ex sindaca di Torino. Come a dire: Chiara su molte cose ha ragione, ascoltiamola. E Conte ha tirato il freno a mano, evitando di “asfaltare” Appendino, come invece è avvenuto in passato con altri oppositori alla sua linea, vedi Virginia Raggi. L’ex premier ha invece gestito la situazione, cercando una ricucitura, che in parte c’è stata.

Conte rilancia il M5S: piazza di sfida a Schlein sulla giustizia (e non solo)
Giuseppe Conte e Chiara Appendino (Ansa).

Un futuro sulle barricate

Si è dunque chiusa una positiva ottobrata contiana. Il leader cinquestelle cresce pure nei sondaggi, anche se mancano 10 punti per agguantare Schlein. E il futuro promette bene: da un lato, la segretaria alleata potrebbe perdere la leadership del Pd, dall’altra il referendum sulla giustizia sarà un banco di prova per il governo, una sorta di elezione di midterm per Meloni. E Conte sarà lì, in prima fila sulle barricate.