Rai, l’alleanza “segreta” tra Gasparri e Marano

Si è formata negli ultimi tempi in Rai un’alleanza “segreta” tra il consigliere anziano Antonio Marano in quota Lega, che da oltre un anno funge da Presidente in assenza di un vero presidente, e Maurizio Gasparri capogruppo in Senato di Forza Italia e plenipotenziario del partito per le vicende Rai. I due vanno all’unisono contro l’ad dia viale Mazzini Giampaolo Rossi. Gasparri, non avendo con lui un buon rapporto, si appoggia sul Presidente facente funzioni. Il risultato è che in questo modo indebolisce ancora di più Simona Agnes, già indebolita di suo perché non è ancora riuscita a farsi nominare dalla Commissione di Vigilanza presidente della tivù di Stato. Obiettivo che non sembra stare più di tanto a cuore a Gasparri, il che di fatto depotenzia la consigliera come portatrice in cda e in azienda della istanze di Forza Italia.

Rai, l’alleanza “segreta” tra Gasparri e Marano
Antonio Marano con Fedele Confalonieri (Imagoeconomica).

Lo scaricabarile di Marano

Nel contempo Marano, per coprire i fallimenti dei programmi del prime time del suo pupillo Williams Di Liberatore (i dati sono incontrovertibili: le prime serate specialmente di Rai2 e Rai3 vanno male), ha puntato il dito contro alcuni programmi che secondo lui non trainano a dovere la prima serata, uno su tutti: TG2 Post condotto da Monica Giandotti. TG2 Post però ha dalla sua il fatto di essere l’unica striscia informativa nell’access time della Rai a costo zero, contro i talk di Mediaset e La7 che possono invece contare su ricchi budget.

Rai, l’alleanza “segreta” tra Gasparri e Marano
Williams Di Liberatore (foto Imagoeconomica).

Nel mirino il Tg2 diretto da Preziosi

E qui c’è una curiosa anomalia di ruoli. La sorpresa, che molti dentro Forza Italia se pur a denti stretti non mancano di evidenziare, è che l’alleanza tra Gasparri e Marano mette nel mirino il Tg2 diretto da Antonio Preziosi, nominato in quota Forza Italia e molto vicino ad Antonio Tajani. Mentre dall’altra parte spicca il silenzio di Alessandro Morelli, ovvero il plenipotenziario di Matteo Salvini per le vicende della tivù pubblica. I dati d’ascolto però non mentono. Se in prima serata c’è un prodotto che funziona i risultati si vedono a prescindere da quelli del programma che fa da traino. Succede per esempio con Belve di Francesca Fagnani che ha registrato un ottimo 12,9 per cento mentre Freeze-Chi sta fermo vince condotto da Nicola Savino, programma costoso (e francamente senza senso) voluto da Di Liberatore, si è rivelato un flop totale. Il 21 ottobre, l’ultima puntata della stagione ha registrato un desolante 2,7 per cento di share, ovvero 429 mila spettatori. Un gradimento, come recita il titolo, decisamente raggelante.