Nel luglio del 2018 il cosiddetto Decreto dignità, sotto il governo Conte I (quello “gialloverde” Lega–M5s), aveva vietato qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi o scommesse con vincite di denaro nonché sul gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa. Questo, tuttavia, non ha impedito al gioco d’azzardo online, ossia a casinò online, scommesse, poker, lotterie, bingo e chi più ne ha più ne metta, di diventare in Italia uno dei settori più promettenti del digitale.

Affari triplicati dal 2020 al 2029: arriveremo a 8,3 miliardi
Un giro d’affari che, come mostra l’ultima ricerca di PricewaterhouseCoopers (PwC) consultata da Lettera43, era di 3,1 miliardi nel 2020 e che ritroveremo quasi triplicato a 8,3 miliardi nel 2029. Business del gambling online che, per intenderci, secondo PwC fa riferimento ai ricavi derivanti dalla spesa totale dei consumatori per il gioco d’azzardo online legale, al netto dell’importo delle vincite pagate, e possono quindi essere considerati come l’incasso totale degli operatori del gioco d’azzardo.
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Il gambling online legale crescerà a un ritmo del 10,4 per cento all’anno
In particolare, tornando all’analisi di PwC, il gambling online legale crescerà a un ritmo del 10,4 per cento all’anno nel periodo 2024-2029, con un volume d’affari che è già a quota 5,1 miliardi nel 2024 e che salirà a 5,7 miliardi a fine 2025. Giusto per marcare le differenze tra comparti, il tasso annuo medio di crescita per PwC nel quinquennio 2024-2029 in Italia sarà dell’1,6 per cento per la radio, dell’1,9 per cento per la tivù e il comparto video, del 4,4 per cento per i videogame. Solo gli eSport (gli sport elettronici, cioè competizioni di videogiochi di livello agonistico e professionistico) viaggiano a un ritmo simile alle scommesse online, con un +10,7 per cento annuo.

I club di calcio non incassano più 150-200 milioni di euro all’anno di sponsorizzazioni
Insomma, non sembra che i divieti introdotti dal Decreto dignità siano riusciti a fermare la marea dell’azzardo online. E, per il momento, gli unici ad andarci di mezzo sono stati i club di calcio, che dal 2018 non possono più incassare circa 150-200 milioni di euro all’anno di sponsorizzazioni che arrivavano da quel settore.
Le modifiche alla norma dovevano essere discusse in Aula in autunno
Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare della revisione del Decreto dignità, ci sono state risoluzioni votate a marzo del 2025 in commissione Cultura del Senato sulle modifiche alla norma, si è detto che tutto sarebbe stato discusso in Aula in autunno. Ma finora nulla è accaduto, tutto è rimasto come prima: la pubblicità a giochi e scommesse è vietata, però le società di scommesse possono comunicare il “gioco responsabile”, con tutta una serie di restrizioni su immagini e loghi. E il mondo del calcio italiano, che già ha i suoi problemi a fare quadrare i conti, si ritrova così sedotto e abbandonato ancora una volta.

I casinò online saranno il principale motore di sviluppo
Ma nel mondo del gioco e delle scommesse online quali sono i settori a maggiore potenziale in Italia? PwC evidenzia che i casinò online saranno il principale motore di sviluppo, con un tasso di crescita medio annuo dell’11,7 per cento da qui al 2029, e ricavi che passeranno dai 3,4 miliardi di euro nel 2024 a 5,2 miliardi di euro nel 2029.
La Coppa del Mondo Fifa 2026 può fare da volano
I ricavi delle scommesse online, che rappresentano il secondo grande segmento, cresceranno invece a un tasso medio annuo del 9,2 per cento, con una spinta grossa soprattutto negli anni in cui si terranno importanti eventi sportivi, tra cui la Coppa del Mondo Fifa 2026. Il calcio, d’altronde, è, di gran lunga, lo sport più popolare e amato in Italia, sebbene anche basket, pallavolo e sport motoristici ricoprano un’importanza fondamentale nella cultura sportiva del Paese. Tutto ciò rende le scommesse sportive online estremamente in voga, con ricavi che passeranno da 1,8 miliardi di euro del 2024 a 2,8 miliardi nel 2029.

Finita l’era d’oro del poker online
Non particolarmente brillante, infine, il settore del poker online: dopo un periodo nerissimo, in cui è passato dai 226 milioni di euro del 2020 ai 148 milioni del 2024, dovrebbe crescere a un modesto tasso annuo del 2,2 per cento nel quinquennio 2024-2029, arrivando a 166 milioni nel 2029.
Il divieto ha portato all’aumento del gioco d’azzardo illegale
Più in generale, tornando al Decreto dignità, l’analisi di PwC sottolinea come, alla fine, «il divieto di pubblicità abbia portato all’aumento del gioco d’azzardo illegale. Senza una pubblicità ben visibile, può essere infatti difficile per i giocatori italiani identificare correttamente quali marchi sono legali e autorizzati in Italia e quali no». E nel nostro Paese persiste ancora un problema significativo con il mercato nero del gioco d’azzardo online, valutato attorno a un miliardo di euro all’anno dall’European gaming & betting association (Egba).
