Il governo si prepara a varare un nuovo pacchetto di sostegno all’Ucraina, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia: «Lo firmeremo nelle prossime ore» e ribadisce la necessità di continuare a «lavorare per costruire la pace», convinto che «su questo si possano fare dei passi avanti». Nel frattempo, però, è rottura nella maggioranza, con Matteo Salvini, interpellato sulla richiesta Usa di ulteriori forniture militari per Kyiv, che ha manifestato cautela: «Mi sembra che stiano emergendo gli scandali legati alla corruzione, poi coinvolgono il governo ucraino, quindi non vorrei che con quei soldi dei lavoratori, dei pensionati italiani si andasse ad alimentare ulteriore corruzione». E, durante un punto stampa al porto di Napoli, ha ribadito che «la via di soluzione è quella indicata dal Santo Padre, da Trump. Dialogo, mettere intorno a un tavolo Zelensky e Putin e far tacere le armi», sostenendo che non ritiene utile «l’invio di altre armi» e giudicando «ingenuo quanto meno» pensare che Kiev possa riconquistare i territori perduti.
Crosetto: «Americani e inglesi non hanno giudicato l’Italia per la presenza di mafiosi»
Alle parole del leader leghista ha replicato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha detto di comprendere «le preoccupazioni di Matteo Salvini» ma ha invitato a non generalizzare, spiegando: «Io non giudico un paese per due corrotti esattamente come gli americani e gli inglesi sbarcati in Sicilia non hanno giudicato l’Italia per la presenza della mafia ma sono venuti ad aiutare gli altri italiani, quelli onesti». Crosetto ha quindi rivendicato la scelta del governo italiano, aggiungendo: «Esattamente quello che facciamo anche noi in Ucraina, cerchiamo di aiutare i civili che subiscono il 93 per cento degli attacchi russi. E ci auguriamo che i delinquenti ucraini siano messi in galera, insieme ai russi possibilmente».
