Niente sesso, siamo l’Agcom. È uno dei possibili titoli, per quanto inflazionati, da affibbiare al dibattito sui social scatenato dall’entrata in vigore della nuova normativa anti porno, a tutela dei minori. Dà attuazione a una misura contenuta nel Decreto Caivano, un pacchetto di norme approvato nel 2023 dopo i gravi episodi di violenza sessuale ai danni di due minorenni in provincia di Napoli. Va però precisato che non c’è relazione fra quell’episodio e l’uso di pornografia da parte dei giovani. Il decreto ha un valore simbolico ed esprime lo spirito governativo in materia di tutela degli under 18, ma anche su tutto ciò che riguarda la sicurezza.
Attacchi alla sfera più intima delle persone sempre più intrusivi e fraudolenti
Fare la faccia feroce e inasprire le pene fa tutt’uno con le promesse di rapide soluzioni a problemi che essendo complessi e strutturali (come le migrazioni) richiedono ben altro che proclami. Visti i precedenti (rave party e manifestazioni di protesta stradali) è forte il sospetto che il provvedimento, giusto nel fine che persegue, possa però rivelarsi l’anticamera di forme di controllo degli utenti adulti, visto che l’autenticazione per l’accesso ai siti porno viene chiesta a tutti. Anche perché sul web gli attacchi alla sfera più intima delle persone sono sempre più intrusivi e fraudolenti, come indicano gli ultimi fatti di cronaca nera digitale (furti di nudità, revenge porn, sextortion).

Fa paura la sessualità liberata da ideologie, moralismi e pregiudizi
Bigottismo e opportunismo. Se pensiamo anche alle proposte governative in materia di educazione sessuale vediamo pure qui agitarsi dei fantasmi. Quello di una sessualità che fa paura, soprattutto se liberata da costrizioni ideologiche, moralismi e pregiudizi. Che invece ingombrano il pensiero e l’azione della destra: stretta fra enunciazioni law&order e provvedimenti repressivi che fanno solo rumore. La sinistra nondimeno, pur dichiarandosi aperta e rispettosa dei diritti Lgbtq+, fa molta fatica a essere pienamente liberale – che non significa permissiva – e in grado di fare proposte politiche e legislative che entrino concretamente nel merito dei problemi che investono l’intera dimensione intima.
In linea di principio giusto proteggere i minori dal carattere irreale del porno-sex
A entrambi gli schieramenti politici manca la consapevolezza che la sessualità è un motore umano potente, forse quello che opera più profondamente sulla vita delle persone. E che questa “macchina affettiva” è oggi in balia del far-web, soggetta a pressioni e torsioni che stanno rivoluzionando l’intera sfera emotiva e intima, allo stesso modo di quella relazionale. In linea di principio non si può non essere d’accordo sul tentativo di impedire ai minori di accedere liberamente ai siti porno. Non fosse altro per il carattere irreale del porno-sex, che esaltando prestazioni eccezionali induce i giovani ad astenersi dai rapporti sessuali, per paura di non essere all’altezza, piuttosto che cercare la «sana e consapevole libidine che salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica» (cit. Zucchero).

In realtà se guardiamo al dibattito attualmente in corso si è colti da una vertigine di non senso, vista la mutevolezza dei luoghi e dei toni con i quali si parla di sesso e di educazione sessuale. Ma più delle risse parlamentari, colpisce il modo appropriato e vagamente pretesco che affiora qua e là nei talk show. E che sembra restituirci i tempi della tivù in bianco e nero, della Rai democristiana dove il termine «membro» non poteva essere detto nemmeno riferendosi a un parlamentare o consigliere d’amministrazione.
L’ipocrisia di potenti e governanti che inneggiano alla famiglia tradizionale
Bigottismo e opportunismo. Per ribadire che continuiamo a essere il Paese in cui la presa della Chiesa cattolica è ancora forte e dove è pubblicamente praticata l’ipocrisia di potenti e governanti che inneggiano alla famiglia tradizionale, risultando però all’anagrafe conviventi o divorziati. Per fare un esempio fresco di dibattito parlamentare, sul consenso preventivo da chiedere alla famiglia prima di intraprendere qualsiasi iniziativa scolastica su affettività e sesso, accade che la proposta, avanzata dalla sinistra, di stanziare 500 mila euro per promuovere corsi di educazione sessuale e affettiva, è stata modificata in un progetto di formazione degli insegnanti delle scuole medie e superiori sui temi della prevenzione dell’infertilità.

Chi ci comanda intende il sesso solo nell’accezione riproduttiva
Il lamento per la denatalità, con relativo invito a fare figli, è a forte rischio di essere l’ennesima emergenza alla quale il governo risponde con esortazioni, anziché investimenti economici adeguati. La sessualità continua a essere intesa nell’accezione riproduttiva. Il benessere e il piacere sessuale, allo stesso modo di un’affettività libera di muoversi e accettare la diversità di gusti e orientamenti, oltre i rigidi confini del rapporto uomo-donna, sono argomenti che trovano scarsa udienza.
Una delle conseguenze più impattanti di quest’orientamento quasi sessuofobico è che il web diventa il materializzatore di desideri e pulsioni che sia pure in modi illusori scatenano le fantasie più sfrenate. Siti di dating e servizi di messaggeria, porno shop e community di praticanti più o meno ortodossi rappresentano altrettanti luoghi e occasioni per celebrare il fantasma della libertà sessuale. Ossia una sessualità completamente commercializzata.
Tutto da dimostrare che la pornografia sia generatrice della violenza sessuale
«Il sesso è più eccitante sullo schermo e tra le pagine che tra le lenzuola», ha scritto Andy Warhol. E così il discorso può ritornare alla pornografia, ricordando per un verso che è l’attività di piacere più antica del mondo, con la prostituzione; e per l’altro che non vi è prova che essa sia la principale generatrice della violenza sessuale. Ovviamente i due rilievi possono non piacere o addirittura dispiacere. Certo è che puntando il dito sulla pornografia, come principale generatore di disturbi affettivi e relazionali, si continua a giustificare tutta l’inadeguatezza della scuola italiana, oltre che delle famiglie, a provvedere all’educazione sessuale di ragazzi e ragazze. Nel contempo lo sviluppo e la diffusione di app di intelligenza artificiale sono un ulteriore e ancor più pericoloso fattore di rischio e ostacolo allo sviluppo di persone affettivamente equilibrate e sessualmente educate.

C’è chi ha già cominciato ad avere relazioni romantiche con i chatbot
ChatGPT a dicembre aprirà ai contenuti per gli adulti, con partner virtuali e chat piccanti. «Trattare gli adulti da adulti», ha dichiarato Sam Altman, ceo di OpenAI, aggiungendo che si passa «dalla censura alla libertà responsabile». Ovviamente funzionerà un sistema di age-gating, basato su un algoritmo di stima automatica dell’età. Ma intanto sarà bene fare i conti con alcuni dati che sono già drammatici. Negli Stati Uniti il 19 per cento degli studenti delle superiori ha già relazioni romantiche con i chatbot. Mentre si stimano circa 29 milioni di utenti attivi di chatbot AI progettati specificamente per legami romantici o sessuali, e questo senza contare le persone che usano i chatbot convenzionali in questo modo.
Pornoattori delle proprie pornostorie senza bisogno di loggarsi
«Realistic AI Girlfriend · Made to understand you»: sono alcune promesse del sito get-honey.AI che lasciano intravedere una pornografia completamente trasfigurata dall’IA. Nel senso che grazie alla possibilità di creare un compagno/compagna realistici e a misura dei propri gusti sessuali ognuno potrà – anzi, può già – essere non più solo spettatore, ma anche protagonista. Pornoattore delle proprie pornostorie. Senza bisogno di loggarsi o identificarsi.
