Atp Finals 2025 luci e ombre: in cosa può migliorare Torino (difendendosi da Milano)

Le Atp Finals 2025 sono state un successo su tutti i fronti (impatto di 591 milioni di euro sul territorio, secondo Boston consulting group) e Torino si sta dimostrando una città coinvolta e capace di organizzare bene anche grandi manifestazioni sportive internazionali. Per non sedersi sugli allori, e sulle due vittorie consecutive di Jannik Sinner, tuttavia, gli uomini Atp (l’Associazione dei tennisti professionisti) e i vertici della Fitp (la Federazione italiana tennis e padel) sono già al lavoro per provare a migliorare alcuni dettagli.

Capienza massima di 13 mila posti, ma a Milano si arriva a 16 mila

Incassi da biglietteria: la Inalpi Arena di Torino ha raggiunto, in questa edizione, una capienza di 13 mila posti, aggiungendo 684 seggiolini con qualche piccolo lavoro di ristrutturazione. Non si può andare oltre. A Milano Santa Giulia c’è invece un palazzetto nuovo-nuovo da 16 mila posti. Tenuto conto che nel 2025 gli incassi da box office per le Atp Finals sono stati nell’ordine dei 32 milioni di euro per 230 mila spettatori complessivi (+8 per cento sul 2024), se i posti fossero 16 mila, ossia un +23 per cento, si potrebbe magicamente arrivare a un box office di quasi 40 milioni di euro per 283 mila spettatori. Non nel 2026, quando le Finals resteranno ancora a Torino, ma dal 2027 al 2030, traslocando a Milano.

Atp Finals 2025 luci e ombre: in cosa può migliorare Torino (difendendosi da Milano)
Jannik Sinner durante le ATP Finals 2025 (foto Ansa).

Pochi spettatori dall’estero: eppure la capacità di spesa è maggiore

Presenze di stranieri: nel giro di tre anni si è passati dal 39 per cento di biglietti delle Finals 2023 venduti all’estero, al 20 per cento del 2024, fino al 18 per cento del 2025. L’Italia, con i suoi campioni nazionali (Sinner e Lorenzo Musetti), ha voglia di tennis e non lascia spazio ai fan di altri Paesi. Ma tutti sanno che la capacità di spesa del pubblico straniero è molto superiore a quella dei tifosi italiani.

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L’immagine di Jannik Sinner proiettata sulla Mole Antonelliana (foto Ansa).

L’evento ha bisogno di un respiro glam e internazionale

C’è il rischio di trasformare le Atp Finals in un evento nazionale. Se un appunto si può fare a queste Atp Finals di Torino è che i vecchi Master, quelli scintillanti del Madison Square Garden a New York o alla O2 Arena a Londra, adesso sembrano diventati un evento fondamentalmente italiano, senza un respiro glam e internazionale che invece meriterebbe una manifestazione che nel tennis è seconda solo ai tornei del Grande Slam.

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Jannik Sinner in posa col trofeo delle Atp Finals (foto Ansa).

Vip stranieri sugli spalti? Non pervenuti. A Como invece…

Nessuna stella internazionale sugli spalti torinesi e intrattenimento musicale affidato solo a cantanti e band italiane. Insomma, ci si chiede: possibile che sulle tribune dello stadio di Como, per vedere le partite della squadra di calcio posseduta dalla famiglia Hartono, ci siano parate di vip, da Keira Knightley, Michael Fassbender e Adrien Brody, passando poi per Hugh Grant, Andrew Garfield, Chris Pine, Benedict Cumberbatch o Kate Beckinsale, e invece alle Atp Finals di Torino il vip watching si sia dovuto limitare al massimo a personaggi locali come Sarah Toscano, Gianni Morandi, Pierfrancesco Favino, Ligabue, Francesca Michielin, Emma Marrone, i Pinguini tattici nucleari, Alessandro Del Piero, Max Allegri, Luciano Spalletti, Il Volo, Max Pezzali, Federica Brignone, Alfa, Kimi Antonelli, Antonino Cannavacciuolo o alcuni calciatori del Torino e della Juventus? Qui si può fare davvero di più e meglio.

Lo sponsor principale è il brand Nitto: ma qualcuno sa cosa fa?

Title sponsor: l’azienda giapponese Nitto ha esteso fino al 2030 il suo impegno, che era in scadenza, come sponsor principale della manifestazione. Va tuttavia detto che quasi nessuno sa cosa faccia Nitto, che è produttore giapponese di materiali ad alte prestazioni, tipo pellicole polarizzanti, indispensabili per i display di smartphone e tivù, nastri adesivi industriali, componenti automobilistici, forniture mediche. Insomma, per le Finals rimarrà uno sponsor generoso, ma un po’ oscuro. Urgono campagne pubblicitarie e spot chiarificatori.

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Il britannico Joe Salisbury in azione: dietro di lui, in bella vista, il title sponsor delle Atp Finals di Torino, Nitto (foto Ansa).

Il tema dei malori tra casualità e temperatura nel palazzetto

Malori: ovviamente il destino sa essere beffardo, ma l’edizione 2025 delle Nitto Atp Finals è stata funestata da molti problemi di salute sulle tribune (che hanno interrotto più volte il gioco – è successo pure in finale – o le cerimonie in atto sul campo centrale), con addirittura due morti per infarto. Qualcuno ha puntato il dito sui troppi italiani (mediamente di età più matura rispetto al pubblico straniero) o al troppo caldo all’interno della Inalpi Arena. Ma più probabilmente la verità è che, per situazioni del genere, il fato è davvero imprevedibile.

Binaghi, una comunicazione da rivedere

Comunicazione del presidente della Fitp, Angelo Binaghi: la sua incauta uscita, a una settimana dall’inizio del torneo, sulla certa partecipazione di Novak Djokovic alle Finals, con tanto di smentita pubblica dallo stesso campione serbo e, successivamente, la non partecipazione di Nole a Torino, ha consigliato una settimana di sostanziale silenzio penitente a Binaghi, rotto solo domenica 16 novembre con la tradizionale conferenza stampa a chiusura.

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Da sinistra il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente della Fitp Angelo Binaghi e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (foto Ansa).

E poiché il numero uno della Federazione è sempre molto attivo nel denunciare il fatto che il tennis sia quasi sempre visibile solo in pay tivù (su Sky o Eurosport) e invece dovrebbe essere popolare e disponibile in chiaro, ecco che qualcuno ha fatto notare a Binaghi che i biglietti delle Atp Finals, organizzate proprio dalla Fitp, hanno prezzi inavvicinabili: la finale tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ha assicurato, da sola, 5 milioni di euro alla biglietteria, con un prezzo medio di 384 euro per ciascuno dei 13 mila tagliandi venduti. Insomma, come sussurra qualcuno, «la cosa che stona è che le Finals sono organizzate da chi vorrebbe il tennis tutto e sempre gratis in televisione. Agli altri chiede di attirare giovani a ogni costo, mostrando le partite in chiaro, invece per se stesso applica regole di mercato opposte».