Tfr anticipato di tre mesi in Manovra 2026: per i dipendenti pubblici perdita di 750 euro

Con il Trattamento di fine rapporto (Tfr) anticipato di tre mesi, come prevede la legge di Bilancio 2026, per i dipendenti pubblici si prevede una perdita di 750 euro dell’importo spettante. È questa la previsione fatta dalla Cgil circa la misura introdotta nella Manovra 2026 per velocizzare la fruizione della liquidazione da parte dei dipendenti della Pubblica amministrazione. Tuttavia, l’anticipo delle indennità di fine servizio (quindi, anche del Tfs), produce la perdita del beneficio della detassazione pari all’1,5 per cento per le liquidazioni avvenute dopo almeno un anno di tempo a decorrere dalla cessazione dal servizio. La perdita è calcolata sulla prima tranche di versamento del Tfr prevista dall’attuale normativa, pari a 50 mila euro.

Tfr anticipato tre mesi 2026, perché si perdono 750 euro?

Tfr anticipato di tre mesi in Manovra 2026: per i dipendenti pubblici perdita di 750 euro
Soldi e calcolatrice (Freepik).

In assenza di misure che possano riparare agli effetti collaterali, il versamento in anticipo del Trattamento di fine rapporto (Tfr) o di fine servizio (Tfs) produrrà una perdita di 750 euro sulla prima quota di liquidazione, pari a 50 mila euro. È il calcolo effettuato dalla Cgil che stima la diminuzione dello sconto sulla tassazione, pari all’1,5 per cento, derivante dai trattamenti liquidati dopo un periodo di 12 mesi dalla cessazione dal servizio. La misura contenuta nella legge di Bilancio 2026 prevede che il versamento della prima tranche dei trattamenti di fine servizio sia anticipato di tre mesi rispetto ai 12 finora occorrenti. Sulla base della relazione tecnica della Manovra 2024, la Cgil calcola che, su un totale di pensioni di vecchiaia pari a 30.122, la perdita cumulata in un anno sarebbe di 22,6 milioni di euro.

Quali novità sul Tfr anticipato di tre mesi nella legge di Bilancio 2026?

«La a Legge di Bilancio 2026 è l’ennesima beffa ai danni dei lavoratori pubblici – si legge in una nota congiunta di Cgil nazionale, Flc Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil – Il Governo tenta di far passare come ‘sconto’ un intervento che, in realtà, sottrae ancora una volta risorse a chi ha già subito anni di penalizzazioni. Oltre 22,6 milioni di euro – si legge ancora – prelevati direttamente dai Tfs/Tfr delle persone che vanno in pensione». Sotto la lente di ingrandimento è finito l’articolo 44 della legge di Bilancio 2026 che, presentato come una misura per accorciare i tempi di versamento del Trattamento di fine rapporto e Trattamento di fine servizio, rappresenta – a detta del sindacato – un’operazione puramente di facciata «che finisce invece per aggravare ulteriormente la condizione economica dei lavoratori pubblici».

Trattamento di fine rapporto e sentenza della Corte costituzionale

Tfr anticipato di tre mesi in Manovra 2026: per i dipendenti pubblici perdita di 750 euro
Busta paga (Ansaoìfoto).

La questione dei tempi lunghi di pagamento del Tfr ai dipendenti del pubblico impiego rispetto a quanto avviene ai dipendenti del settore privato è emersa soprattutto con la sentenza numero 130 del 2023 della Corte costituzionale. Nella decisione, i giudici avevano chiesto al legislatore di eliminare le disparità irragionevoli tra i dipendenti pubblici e quelli privati in relazione ai tempi di pagamento del Tfr. La misura introdotta dal governo nella legge di Bilancio 2026 prevede un anticipo di tre mesi rispetto al pagamento della prima tranche fino a 50 mila euro che avviene attualmente a dodici mesi, per i soli lavoratori – 30.122, secondo le stime del sindacato – andati in pensione con la vecchiaia, «lasciando immutati i lunghissimi differimenti e la rateizzazione che può arrivare fino a sette anni».