Giorgia Meloni l’aveva presentata così: «Una grande svolta nella gestione dei flussi migratori». Frase solenne, piena di gravità istituzionale. Una rivoluzione, addirittura. Ma, come ci ha abituato Palazzo Chigi, i numeri si piegano, si stirano, si moltiplicano, scompaiono e ricompaiono. Quando non bastano, si inventano. Quella dei due centri per migranti in Albania, a Shengjin e Gjader, è una storia che parte con delle promesse, poi prosegue con fanfaronate, cemento vuoto e soldi bruciati. Soldi nostri, ovviamente.
LEGGI ANCHE Gli attacchi di Schlein e Conte a Meloni sui centri per migranti in Albania
La narrazione (che non torna) dei 36 mila migranti all’anno
La versione ufficiale era questa: «Le strutture albanesi potranno trattare fino a 36 mila migranti l’anno». Rassicurante. Peccato che sia fisicamente impossibile. Per ottenere quella cifra, il governo parte da un presupposto infattibile: 3 mila persone sempre dentro – 24 ore su 24 – per 365 giorni l’anno, con una rotazione perfetta ogni 28 giorni, tra zero tempi morti, zero vuoti, zero rallentamenti e soprattutto… posti che fisicamente non esistono. La verità infatti è diversa. Innanzitutto Shengjin è solo un punto di sbarco, dove le persone soccorse vengono portate lì per l’identificazione iniziale. Insomma è una struttura di detenzione. I posti letto invece si trovano nel gigantesco complesso di Gjader: 1.024 in tutto, di cui 880 per i richiedenti asilo e 144 nel centro di permanenza per i rimpatri. Oltre a 20 posti in un penitenziario per ospiti che dovessero commettere reati. Fine. Non 3 mila. Con quei letti — e con il limite legale di 28 giorni di permanenza — la capacità reale non è di 36 mila l’anno. È di 13.300 persone. Che significa 36–37 ingressi al giorno. Insomma è un condominio un po’ grosso, non la frontiera texana.
LEGGI ANCHE Il flop dei Cpr in Albania: nel 2024 Gjader attivo per 5 giorni per un costo di 570 mila euro
Quanto costa davvero il “giocattolo”? Siamo sui 360 euro per persona al giorno
Qui viene il pezzo forte. Il governo ha impegnato 671,6 milioni di euro fino al 2028. Spalmati su cinque anni (i centri sono stati costruiti tra il 2023 e il 2024 e sono diventati operativi a ottobre del 2024) sono 134 milioni l’anno. Quindi in media 368 mila euro ogni singolo giorno. E allora ecco la matematica che non si presta alla propaganda: 134 milioni / (1.024 × 365) = circa 360 euro per persona al giorno. Non un costo da campo di accoglienza, ma da turismo di lusso, visto che con quelle cifre ci si può permettere l’Hotel Excelsior Venezia Lido (camere superior) e il Rome Cavalieri – Waldorf Astoria, camere doppie executive.
Nel primo anno spesi quotidianamente quasi 10 mila euro a “ospite”
Ovviamente in quei centri la condizione di persone che si trovano in condizioni di fragilità e disperazione non ha alcun tipo di comfort. Eppure con la spesa delle due strutture albanesi potremmo ospitare i migranti tutte le notti dell’anno in un 5 stelle, in Italia, senza cementificare un metro di Albania. Ma il vero capolavoro è l’uso effettivo dei centri. Perché i 360 euro al giorno varrebbero solo se i letti fossero pieni. Ma non lo sono. Ed ecco il colpo di grazia: nei primi 12 mesi di funzionamento dell’operazione sono stati spesi 41 milioni per 150 persone transitate. Significa 273 mila euro per migrante. E, assumendo 28 giorni di permanenza, vuol dire quasi 10 mila euro al giorno per persona. A quel prezzo si può prenotare la Presidential Suite del Principe di Savoia, la Suite Royal del Four Seasons di Firenze, la Suite Imperiale del De Russie a Roma. Con quello che il governo ha speso per i primi 150 migranti potevamo insomma farli dormire in una suite da oligarca russo, con maggiordomo, spa privata e jacuzzi panoramica.
LEGGI ANCHE Primo vertice intergovernativo Italia-Albania: gli accordi raggiunti

Meloni dà la colpa ai giudici, alle opposizioni, all’Europa e alle Ong…
Per Meloni però è sempre colpa degli altri: dei giudici politicizzati, delle opposizioni «anti-italiane», delle Ong amiche dei trafficanti, dei burocrati europei, dei poteri forti. «Mi hanno rallentata per due anni. Se avessero collaborato avremmo risolto tutto». Ma la scelta politica di aver bruciato 670 milioni in Albania è solo sua e del suo governo. Un sistema progettato male, gestito infelicemente e raccontato ancora peggio. Sarebbe costato meno ospitare i migranti negli hotel 5 stelle più lussuosi d’Italia. L’unica cosa piena non è il centro di Gjader, ma il conto da pagare.












