Presentata la nuova Guida Michelin Italia. A guadagnare i riflettori è stato Michelangelo Mammoliti, chef de La Rei Natura in Piemonte, che ha guadagnato la terza stella, unendosi al ristretto club di 15 ristoranti tristellati del nostro Paese: tutte confermate infatti le élite della gastronomia. Accanto alle new entry, la lista 2026 tuttavia presenta anche alcune novità in negativo, con alcune attività che hanno perso la stella per una serie di ragioni differenti. A stupire la stampa del settore è soprattutto il giudizio al Miramonti l’Altro di Concesio (Brescia) di chef Philippe Léveillé, passato da due a una stella.
Guida Michelin 2026 i ristoranti che hanno perso la stella
Sono diverse le ragioni che possono spingere la Guida Michelin a privare un ristorante di una o più stelle. In primo luogo, bisogna ricordare che il riconoscimento vale solo 12 mesi, prima che un team di esperti valuti annualmente il mantenimento dei requisiti: nel dettaglio, si tratta di qualità degli ingredienti, armonia dei sapori, padronanza delle tecniche di cucina, personalità dello chef espressa nella sua cucina e coerenza nel tempo e nell’intero menù. Non confermano la loro stella Casa Vissani a Baschi (Terni), Porta di Basso a Peschici (Foggia) e Arnaldo-Clinica Gastronomica a Rubiera (Reggio-Emilia). Diverse invece le chiusure o i trasferimenti che hanno determinato la perdita della stella: hanno chiuso e riaperto con nuova formula infatti Zum Löwen a Tesino (Bolzano) e José Restaurant-Tenuta Villa Guerra a Torre del Greco (Napoli).
Hanno chiuso invece Terramira a Capolona (Arezzo), Abbruzzino a Catanzaro, Vite a Lancenigo (Treviso) e Felix Lo Basso home & restaurant a Milano, oltre ad Accursio di Modica (Ragusa). Stesso discorso per L’Acciuga a Perugia, L’Arcade a Porto San Giorgio (Fermo), Sud a Quarto (Napoli), Essenza a Terracina (Latina) e Magorabin a Torino. Ha chiuso per rinnovo invece Re Maurì di Salerno, mentre per trasferimento The Cook di Genova, Luigi Lepore di Lamezia Terme (Catanzaro), Bros’ di Lecce e Osteria Arbustico di Paestum (Salerno).
