Il “gozzo” di Roberto Fico finisce in parlamento. Il centrodestra è andato all’attacco nei giorni scorsi del candidato presidente per il centrosinistra alle Regionali in Campania. L’accusa è di un presunto «ormeggio abusivo» dell’imbarcazione presso l’area militare del porto di Nisida, nel Napoletano. Una vicenda che ha portato a un’interrogazione parlamentare a cui ha risposto Guido Crosetto. Il ministro della Difesa ha spiegato che non si tratta di alcun abuso. Nella sua relazione, infatti, ha spiegato che Fico ha mantenuto l’ormeggio a Nisida anche dopo la fine del suo mandato da presidente della Camera. Come ripercorso da Repubblica, è stato allora che ne ha fatto richiesta per motivi di sicurezza.
Il ministro: «La barca è lì dal 2018»
Crosetto ha spiegato: «È stato appurato che l’ormeggio dell’imbarcazione dell’onorevole Roberto Fico è avvenuto successivamente alla sua nomina a presidente della Camera dei deputati, in ragione di richiesta di parte del 2018, per poter disporre di un posto barca in un’area sorvegliata e controllata militarmente, per esigenze di sicurezza personale. Tale concessione è stata rinnovata annualmente, senza soluzione di continuità, anche dopo la fine del mandato». La gestione operativa dei posti barca, pertinenza «dell’aeronautica militare», è stata affidata «in base a uno specifico accordo a un’associazione sportiva dilettantistica, la Sezione Velica Accademia Aeronautica, che opera sotto il controllo della stessa Aeronautica militare».
Crosetto ha poi sottolineato che basta essere soci dell’associazione per l’assegnazione del posto auto. E che lo statuto «esclude ogni limite sia temporale che operativo al rapporto associativo e ai diritti che ne derivano, fatto salvo il permanere dell’autorizzazione del comando». Al termine della lunga risposta, il ministro ha concluso: «Ho dato disposizione al fine di approfondire l’esistenza di casi analoghi in altre aree simili in Italia, di tutte le forze armate, e di ricevere informazioni dettagliate rispetto ai costi». Questo perché la quota annua, che Fico ha «regolarmente corrisposto», risulta essere in media nei porti italiani di 550 euro.
