Il taglio del canone Rai torna sul tavolo del governo, impegnato a redigere la Manovra di bilancio. La Lega ha presentato un emendamento riformulato che ripropone la riduzione dell’importo annuale da 90 a 70 euro, cioè un taglio di 20 euro. La misura recupera la norma prevista dalla Legge di bilancio 2024, poi abrogata dal decreto legislativo del 5 novembre 2024. Il primo firmatario è il senatore leghista Giorgio Maria Bergesio.
La proposta richiede una copertura da 430 milioni

L’emendamento prevede una copertura da 430 milioni di euro attraverso la riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Un punto delicato: la Manovra 2026, con margini giudicati «stretti» dallo stesso ministro Giancarlo Giorgetti, si muove entro risorse limitate, appena 18,4 miliardi complessivi, ben lontane dai quasi 30 miliardi delle ultime Leggi di bilancio. Per questo, come in passato, la proposta non trova un sostegno unanime all’interno della maggioranza.
Forza Italia si oppone al taglio del canone Rai
La proposta della Lega incontra la netta contrarietà di Forza Italia. Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri sostiene che l’importo debba restare invariato «per un equilibrio di mercato» e ricorda che, quando il canone fu ridotto, la Rai venne compensata con risorse del Tesoro. Secondo FI, la riduzione non è in linea con l’European Media Freedom Act, che richiede stabilità e certezza dei finanziamenti. Anche Antonio Tajani ha indicato altre priorità per l’utilizzo dei fondi, come sanità e pensioni minime. Preoccupazioni arrivano anche dal sindacato Unirai, che avverte che tagli episodici rischiano di compromettere la capacità della Rai di rispettare gli impegni previsti dal Contratto di Servizio 2023-2028.
