La Corte suprema degli Stati Uniti si è pronunciata contro i dazi imposti dal presidente Donald Trump nel 2025. I giudici hanno ritenuto che il tycoon sia andato oltre la sua autorità imponendo tariffe attraverso una legge riservata all’emergenza nazionale, il provvedimento del 1977 denominato International emergency economic powers act (Ieepa) che conferisce al presidente il potere di regolamentare il commercio in risposta a un’emergenza, che Trump aveva evocato per “giustificare” alcuni dazi – la prima volta nel febbraio 2025 per tassare le merci provenienti da Cina, Messico e Canada, affermando che il traffico di droga da quei paesi costituiva un’emergenza, poi ad aprile, ordinando prelievi dal 10 al 50 per cento sulle merci provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. «Riteniamo che l’Ieepa non autorizzi il presidente a imporre tariffe», si legge nella sentenza. Secondo i giudici, il presidente non poteva utilizzare i suoi poteri esecutivi per imporre le tariffe doganali ma sarebbe stata necessaria una decisione del Congresso.
La Corte si è pronunciata con una maggioranza di 6-3
La Corte si è espressa contro i dazi con una maggioranza di 6-3. I tre giudici liberali Ketanji Brown Jackson, Elena Kagan e Sonia Sotomayo, insieme ai tre giudici conservatori Amy Coney Barrett, Neil Gorsuch e John Roberts, hanno votato per abbattere le tariffe. I giudici Brett Kavanaugh, Samuel Alito e Clarence Thomas hanno dissentito.
La reazione delle Borse
Wall Street ha risposto rapidamente e positivamente alla sentenza della Corte. Ecco come si comportano i principali indici:
- l’indice S&P 500 avanza dello 0,45 per cento;
- il Dow Jones avanza dello 0,07 per cento;
- il Nasdaq è allo 0,42 per cento.
Trump: «Vergogna»
Donald Trump ha reagito alla decisione della Corte Suprema di abbattere le sue tariffe definendola una “vergogna”. Avrebbe fatto l’osservazione mentre parlava a un incontro con i governatori statali, riporta la Bbc citando una sua fonte.
