Polemiche su Gaza, la direttrice della Berlinale sarà sostituita?

Secondo quanto riportato dalla Bild, il ministro della Cultura tedesco Wolfram Weimar farà sostituire la direttrice artistica della Berlinale, l’americana Tricia Tuttle, dopo le polemiche su Gaza avvenute durante la kermesse. Alla premiazione, come Miglior opera prima, del film Chronicles from Siege dell’attivista palestinese Abdallah Alkhatib, quest’ultimo ha tenuto un discorso contro Israele e contro la Germania sul palco, indossando e sventolando una kefiah. Durante il suo intervento, il ministro dell’Ambiente Schneider ha lasciato la sala in segno di protesta. Secondo Weimer, il problema non è solo lo scandalo dell’antisemitismo, ma anche il fatto che la direttrice Tuttle avesse posato con la troupe cinematografica una settimana prima con una bandiera palestinese e alcune kefiah. «La Berlinale non è il luogo adatto per incitamento, minacce e antisemitismo. L’odio per Israele non deve dilagare lì», sostiene il ministro.

Polemiche su Gaza, la direttrice della Berlinale sarà sostituita?
Tricia Tuttle posa con il cast di Chronicles from Siege (X).

Cos’ha detto Alkhatib? Il discorso integrale

Questa la traduzione del discorso pronunciato dal regista siriano-palestinese: «Mi piacerebbe dire “Grazie, sono felice di essere qui, di ricevere questo premio”. Ma sapete, sono palestinese, quindi devo approfittare di questo momento per parlare della Palestina.
E non sono fortunato come Tricia (Tuttle, direttrice della Berlinale). Quindi devo leggere da un foglio, mi dispiace. Ho subito molte pressioni per partecipare alla Berlinale per un solo motivo: stare qui e dire che i palestinesi saranno liberi. E un giorno avremo un grande festival cinematografico nel cuore di Gaza, nel cuore di altre città palestinesi. Il nostro festival sarà solidale con le persone che vivono sotto assedio, sotto occupazione e sotto dittature in tutto il mondo. Parleremo di politica prima che di cinema. Parleremo di resistenza prima che di arte, di libertà prima che di bellezza e di esseri umani prima che di cultura. Il giorno tanto atteso, questo giorno tanto atteso, sta arrivando. E quando vi chiederanno cosa è successo, rispondete loro che la Palestina ricorda. Ricorderemo tutti coloro che sono stati al nostro fianco e ricorderemo tutti coloro che si sono opposti a noi, al nostro diritto di vivere con dignità, o che hanno scelto il silenzio, che hanno scelto di tacere. Alcuni mi hanno detto che forse dovrei stare attento prima di dire quello che voglio dire ora. Perché sono un rifugiato in Germania, e qui ci sono così tante linee rosse. Ma non mi interessa. Mi interessa il mio popolo, mi interessa la Palestina. Quindi dirò la mia ultima parola al governo tedesco. Siete complici del genocidio di Gaza da parte di Israele. Credo che siate abbastanza intelligenti da riconoscere questa verità. Ma avete scelto di non curarvene. Palestina libera, da ora fino alla fine del mondo».