Condannando con forza gli attacchi attribuiti a Teheran nel braccio di mare, Downing Street ha annunciato un piano a sei per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Oltre al Regno Unito, i Paesi che si sono dichiarati pronti a contribuire al piano sono l’Italia, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi e il Giappone.

La nota congiunta
«Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, nonché di conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», si legge in una nota congiunta. «La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale». E poi: «Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili. Accogliamo con favore l’impegno delle nazioni che si stanno adoperando nella pianificazione».
Araghchi: «Chi aiuta gli Usa sarà complice»
Durante una telefonata con l’omologo giapponese Toshimitsu Motegi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi – riporta la Cnn – ha affermato che l’attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele e che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano lo renderebbe «complice dell’aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori».
