Fosse Ardeatine, La Russa parla di «crimine nazista» e si dimentica dei fascisti

Nel giorno dell’82esimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha pubblicato un post sui social in cui, ricordando «una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione», ha scritto di «crimine nazista che richiama tutti al dovere della memoria e alla responsabilità di difendere, ogni giorno, i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più». Un bel messaggio da parte dell’ex Msi La Russa, che però ha evitato di citare le responsabilità dei fascisti.

Le responsabilità dei fascisti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine

L’eccidio delle Fosse Ardeatine si verificò il 24 marzo 1944, quando le truppe tedesche trucidarono 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei, o detenuti comuni, come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei Gruppi di Azione Patriottica, in cui erano rimasti uccisi 33 poliziotti del reggimento “Bozen”. Quanto alle responsabilità dei fascisti, è accertato che funzionari di polizia italiana della Repubblica Sociale Italiana e funzionari repubblichini collaborarono attivamente alla compilazione delle liste dei detenuti da fucilare, prelevando 50 detenuti dalle carceri in cui erano stati rinchiusi proprio per l’opposizione al regime.