Israele intercetta la Global Sumud Flotilla al largo di Creta: decine di navi sequestrate

La Global Sumud Flotilla, diretta verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari, è stata intercettata nella notte dalle motovedette israeliane a ovest di Creta in acque internazionali. La Marina di Tel Aviv afferma di aver sequestrato circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti. Ma i dati sono discordanti: secondo quanto riferito a RaiNews24 dalla portavoce Maria Elena Delia (e poi dal Ministero degli Esteri israeliano), sarebbero state bloccate 22 imbarcazioni.

«Circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 navi della “flottiglia dei preservativi”, stanno ora raggiungendo pacificamente Israele». Lo ha scritto su X il ministero degli Esteri di Tel Aviv condividendo un video su X, in cui si vedono anche alcuni attivisti che «si divertono a bordo di navi israeliane». In un’altra clip vengono mostrati preservativi e «droghe» rinvenuti su un’imbarcazione.

Le imbarcazioni italiane erano partite domenica da Augusta

«Prima sono arrivate due navi militari che si sono presentate come navi della Marina israeliana e hanno chiesto agli attivisti di fermarsi e tornare indietro. Dopo aver chiesto a tutti di mettersi a prua e in ginocchio alcuni militari sono saliti a bordo con le armi d’assalto, come si vede anche da alcuni video, dopo di che da quelle barche non abbiamo avuto più comunicazioni», spiega Delia. Secondo Freedom Flotilla Italia, l’azione si configura come «un intervento armato in acque internazionali ai danni di un’imbarcazione civile», e pertanto è «un episodio di estrema gravità che rappresenta una violazione del diritto internazionale». Tra i natanti coinvolti diverse battono bandiera italiana: erano partite dal porto di Augusta, in Sicilia, ed erano al quarto giorno di navigazione. La Farnesina ha chiesto informazioni a Tel Aviv.

Gli attivisti: «Rapimento di civili nel Mediterraneo, è pirateria»

L’inviato israeliano presso le Nazioni unite, Danny Danon, ha scritto su X che «è stata intercettata un’altra flottiglia provocatoria». Così gli attivisti: «Escalation pericolosa e senza precedenti il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Si tratta di pirateria. I governi devono agire ora per proteggere la Flotilla e ritenere Israele responsabile di queste flagranti violazioni del diritto».

Ferma condanna da parte della Turchia. Il ministero degli Esteri di Ankara, in un comunicato, ha scritto che l’azione della Marina di Tel Aviv «costituisce un atto di pirateria», aggiungendo che Israele col suo intervento «ha violato anche i principi umanitari e il diritto internazionale».