Bufera per i droni ucraini, si dimette la premier lettone Silina

La prima ministra lettone di centrodestra Evika Silina ha annunciato le dimissioni, provocando di fatto il crollo della coalizione di governo: alla base della decisione la crisi innescata dallo schianto di due droni ucraini nel Paese baltico. «Attualmente, la gelosia politica e gli interessi di parte ristretti hanno prevalso sulla responsabilità. Vedendo un candidato valido per la carica di ministro della Difesa, alcuni politicanti opportunisti hanno scelto di creare una crisi, una crisi di governo. Pertanto, annuncio le mie dimissioni. Non è una decisione facile, ma in questa situazione è quella onesta», si legge in un comunicato.

Bufera per i droni ucraini, si dimette la premier lettone Silina
Evika Silina (Ansa).

Lo schianto dei due droni ucraini provenienti dalla Russia

La crisi politica è iniziata dopo che, nella notte del 7 maggio, due droni ucraini provenienti dalla Russia si sono schiantati vicino alla città di Rēzekne, nella parte orientale del Paese. Uno, in particolare, ha colpito dei serbatoi vuoti in un deposito di petrolio, per fortuna senza causare vittime. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga ha successivamente spiegato che i droni erano entrati in Lettonia a causa di sistemi intercettori russi, che avrebbero deviato i velivoli a pilotaggio remoto.

Bufera per i droni ucraini, si dimette la premier lettone Silina
Andris Spruds (Ansa).

L’incidente è diventato subito una questione di fiducia nel governo

L’incidente, avvenuto cinque mesi prima delle elezioni parlamentari, si è trasformato subito da un episodio di sicurezza militare in una questione di fiducia nel governo. Tre giorni dopo sono arrivate le dimissioni di Andris Spruds, ministro della Difesa ed esponente del Partito Progressista, il quale ha spiegato di aver rinunciato all’incarico per «proteggere le forze armate lettoni dall’essere coinvolte in una campagna politica». Contestualmente, i Progressisti hanno dichiarato di non sostenere più Silina, chiedendo l’avvio di colloqui per la formazione di un nuovo governo. In seguito sono arrivate le dimissioni della prima ministra.