San Diego, sparatoria in un centro islamico: cosa sappiamo

Il bilancio della sparatoria alla moschea di San Diego è di tre vittime oltre ai due aggressori, due ragazzi di 17 e 19 anni trovati morti suicidi in un’auto parcheggiata a pochi isolati di distanza. Al momento il caso è ritenuto un crimine d’odio. Su una delle armi usate per l’attacco e ritrovate in macchina c’era la scritta «hate speech». Sempre nell’abitacolo gli investigatori hanno trovato messaggi anti-islamici. Lo riporta il New York Times, sottolineando che uno dei due sospettati aveva preso un’arma dalla casa dei genitori poco prima dell’attacco e ha lasciato un biglietto di addio. Le tre vittime sono tre uomini, fra i quali una guardia di sicurezza che, secondo quanto riferito dalla polizia, ha avuto un ruolo cruciale nell’evitare una strage.

Trump: «Una situazione terribile»

Donald Trump ha definito la situazione «terribile», aggiungendo che l’accaduto sarà preso in seria considerazione. Il capo dell’Fbi, Kash Patel, ha assicurato che tutte le risorse saranno messe a disposizione per aiutare la polizia locale. «Sono indignata. I luoghi di culto devono essere santuari, dove l’odio e la violenza non hanno posto», ha invece commentato la sindaca di Los Angeles, Karen Bass. Gavin Newsom, governatore dem della California, ha espresso orrore per l’attacco: «I fedeli, ovunque si trovino, non dovrebbero temere per la propria vita. L’odio non ha posto in California e non tollereremo atti di terrore o intimidazione contro le comunità di fede».

San Diego, sparatoria in un centro islamico: cosa sappiamo
La sindaca di San Diego in visita alla comunità musulmana dopo la sparatoria (Ansa).

Mamdani: «L’islamofobia mette in pericolo tutte le comunità musulmane»

«Non abbiamo mai vissuto una tragedia come questa prima d’ora. È assolutamente scandaloso prendere di mira un luogo di culto», ha dichiarato l’imam della moschea di San Diego, Taha Hassane. Mentre da New York, Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano di una grande città americana, ha descritto l’attacco come «un evidente atto di violenza anti-musulmana: l’islamofobia mette in pericolo le comunità musulmane in tutto il Paese». Intanto per precauzione Mamdani ha rafforzato le misure di sicurezza presso le moschee della Grande Mela.