Il deputato del M5s Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, che erano a bordo di una delle navi della Global Sumud Flotilla intercettate dagli israeliani, sono rientrati in Italia. Sbarcati all’aeroporto di Fiumicino, sono stati accolti da alcuni parlamentari del Pd e del M5s oltre che dalla vice direttrice del Fatto Maddalena Oliva e dall’attivista Tony La Piccirella. «Io ho preso le botte, Dario ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture delle braccia e delle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato», ha raccontato Mantovani in un audio pubblicato sul sito del quotidiano, aggiungendo che sia a lui sia a Carotenuto sono state messe manette e catene alle caviglie dopo essere stati in cella e prima di essere portati all’aeroporto di Ben Gurion.
«Questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa»
«Durante la deposizione», ha aggiunto Mantovani, «mi hanno tolto i pantaloni col portafoglio e non me li hanno ridati, poi abbiamo preso botte, ho visto anche donne colpite». E ancora: «Questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa compreso il nostro. Durante l’abbordaggio hanno sparato due volte con dei proiettili di non so che tipo sulla barca e non solo a noi». Nelle ore precedenti aveva fatto discutere un video del ministro israeliano Ben Gvir in cui derideva gli attivisti fermati, legati e picchiati, cosa che ha scatenato l’ira del governo italiano che ha chiesto delle scuse e convocato l’ambasciatore dello Stato ebraico.
