La Rai assume 127 giornalisti al TGR

AGI - L'Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, comunica che in data odierna la Commissione di selezione ha consegnato a RUO la graduatoria relativa alla procedura per l'assunzione di 127 giornalisti destinati alla Testata Giornalistica Regionale. "Si conclude oggi - sottolinea Rossi - il percorso di stabilizzazione avviato per restituire piena dignità professionale a colleghi impiegati in Rai con contratti non giornalistici o a partita Iva.

A tutti loro rivolgo il mio benvenuto ufficiale in Azienda. L'ingresso a tempo indeterminato nelle redazioni della TGR non è soltanto un traguardo individuale, ma un investimento aziendale sulla qualità dell'informazione e sul futuro del giornalismo Rai. In una fase storica segnata da profonde difficoltà per il settore dell'editoria - con riduzioni di organico, tagli alle redazioni e un diffuso ricorso a collaborazioni sottopagate o a forme contrattuali non coerenti con l'attività giornalistica svolta - Rai compie una scelta chiara: investire sul lavoro regolare, sulle tutele e su percorsi selettivi strutturati.

Desidero ringraziare la Commissione esaminatrice per il lavoro rigoroso, competente e trasparente svolto in tutte le fasi della selezione: il Presidente Alessandro Casarin, già Direttore della TGR; Incoronata Boccia, Direttrice dell'Ufficio Stampa Rai; e Roberta Serdoz, Vicedirettrice della TGR, che hanno assicurato professionalità, equilibrio e pieno rispetto delle regole. Un sentito ringraziamento anche a RUO per il prezioso lavoro amministrativo e organizzativo che ha accompagnato l'intero iter fino alla consegna della graduatoria. La Rai conferma così la propria missione di Servizio Pubblico, investendo sulle persone, sulla qualità e sulla credibilità del giornalismo".

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno

Alla fine, nel gioco delle tre carte della Rai, sono arrivate le attese dimissioni di Paolo Petrecca da Rai Sport: una decisione che da giorni sembrava inevitabile, dopo la fallimentare telecronaca durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. «Roba da far accapponare la pelle», come dicono i “vecchi” del servizio pubblico radiotelevisivo. Un caso che era diventato ben presto politico, con tanto di fragorosa protesta dei giornalisti. E la figuraccia aveva superato i confini italiani, trasformandosi in spernacchiata internazionale. Non è bastato togliergli il commento della serata di chiusura: è stata decisa proprio la defenestrazione, prevista per la fine dei Giochi (inizialmente sembrava che la questione sarebbe stata affrontata dopo Sanremo). L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi avrebbe fatto volentieri a meno di tutto questo caos, e ha dovuto rimuoverlo obtorto collo, anzi obtorto Lollo, visto che al posto di Petrecca arriva il 54enne Marco Lollobrigida come f.f. ossia facente funzione. “Lollo”, come lo chiamano tutti, «fa parte del giro di Arianna Meloni», e infatti è anche «amico delle sue amiche», con una forte predilezione per la gastronomia (come l’altro Lollo, il ministro dell’Agricoltura, nonché ex di Arianna). La sua era una classica carriera da vice, senza mai esporsi troppo (è in azienda dal 2001): ora però è arrivato in cima, al vertice di Rai Sport, per harakiri altrui.

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
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Gianni Letta abbandona il premio Carli/Liuzzo

Il mondo si evolve, progredisce, migliora, dicono gli ottimisti: e infatti Gianni Letta non è più il presidente onorario del premio Guido Carli, quello curato da Romana Liuzzo. Il nome dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio non appare più nel sito del premio: un abbandono di peso, per il premio. Il “garante” non c’è, e per tanti investitori ha un significato importante, questa scelta di andarsene. Alla pagina web ora ci sono solamente la presidente (Liuzzo) e il vicepresidente (Guido Massimo Dell’Omo, figlio della presidente): sparito Letta. Come sede appare ancora la Luiss (sulla questione c’era stata aria di tempesta), nella Capitale, anche se in viale Romania 32, non certo nella villa, sempre dell’ateneo confindustriale, che era stata scelta anche come set per i servizi fotografici e televisivi. A proposito, sulle reti Mediaset sono ricominciati gli spot con la presidente protagonista assoluta, pubblicità di cui però nello stesso gruppo berlusconiano nessuno riesce a capire il contenuto e la finalità, tranne che a promuovere la stessa Liuzzo appena uscita dal “trucco e parrucco”, in stile star di Hollywood. E, soprattutto, se vengono diffusi gratuitamente, tipo “pubblicità progresso”, come accadeva una volta nel servizio pubblico radiotelevisivo: anche perché i bilanci della fondazione appartengono al mondo dei misteri, dato che sono totalmente sconosciuti e non sono mai apparsi, nonostante le normative sul tema e le minime, elementari, regole di trasparenza, nemmeno sul sito internet. In qualche salotto capitolino dicono che Liuzzo potrebbe essere candidata alle elezioni politiche 2027 nelle liste di Forza Italia. Ma senza Gianni Letta al suo fianco, nelle vesti di “garante”, come si fa…

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
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Amato superstar con Cartabia

Pomeriggio di incontri al vertice, a Roma, per parlare di norme e magistrati, nel Centro Studi Americani: mercoledì 18 febbraio, proprio nel giorno della visita molto simbolica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Csm, in via Caetani l’ex ministro della Giustizia Maria Cartabia ha presentato il suo libro Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico. Sul palco c’erano Giuliano Amato, presidente emerito della Corte costituzionale, vera star dell’incontro, Francesco Clementi, professore ordinario di Diritto pubblico comparato alla Sapienza Università di Roma, Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale, oltre all’autrice. In sala, ad assistere all’evento, Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale, assieme a giudici costituzionali e magistrati. E l’immancabile Gianni Letta. Chi conduceva? «La fedelissima di Marta Cartabia», ossia la giornalista Donatella Stasio.

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
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Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio

L’ex principe Andrea, fratello di Re Carlo III, è stato arrestato a Sandringham dalla polizia britannica per cattiva condotta in pubblico ufficio, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno: avrebbe condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein quando era emissario commerciale del governo di Londra. Com’è noto, Andra da tempo è sotto accusa per i suoi legami con il finanziere, condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019. Ecco le tappe del suo declino.

Le prime accuse all’ex principe da parte di Virginia Giuffre

Le prime accuse a Andrea risalgono al 2011, quando la Bbc parò dell’amicizia con Epstein, già condannato per reati sessuali, chiedendo che il principe si dimettesse dal suo ruolo di inviato commerciale. Nel 2014, un tribunale della Florida rese noto che Andrea era una delle figure di spicco ad aver partecipato ad attività sessuali con una minorenne, poi identificata con Virginia Giuffre. Quest’ultima, in un’intervista del 2019 al programma Panorama della Bbc, raccontò di essere stata vittima di tratta e di essere stata costretta da Epstein a rapporti sessuali con il principe Andrea in tre occasioni, di cui una quando era ancora minorenne.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Il memoir di Virginia Giuffre (Ansa).

L’intervista che segnò il crollo dell’immagine di Andrea

Il 16 novembre di quell’anno, Andrea si fece intervistare dal programma Newsnight sulla sua amicizia Epstein, mostrando totale assenza di empatia mostrata verso le vittime. Travolto ormai dallo scandalo-Epstein, Andrea – che aveva volato spesso a bordo del suo jet “Lolita Express” – si era di fatto ritirato dalla vita pubblica.

La decisione di Elisabetta II: via il titolo di “Altezza Reale”

La battaglia legale con Giuffre (che si sarebbe poi suicidata nel 2025), si è conclusa a inizio 2022 con un accordo extragiudiziale, che ha visto Andrea versare alla donna una somma non divulgata. Negli stessi giorni, la regina Elisabetta II revocò al figlio il trattamento pubblico di “Altezza Reale”. Contestualmente, Andrea aveva rinunciato a tutti i titoli militari tranne quello di viceammiraglio della Royal Navy. Il fratello minore di Carlo aveva passato 22 anni nella Marina Reale, prestando servizio come pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Andrea e l’ex moglie Sarah Ferguson (Ansa).

La revoca del titolo di principe e lo sfratto da Windsor

A fine ottobre il fratello maggiore Carlo, nel frattempo diventato re Carlo III, lo ha privato dei titoli di principe e duca di York, costringendolo a lasciare la sua residenza reale a Windsor, nota come Royal Lodge. Sempre per desiderio del sovrano britannico, l’ex principe, ormai “solo” Andrea Mountbatten-Windsor, ha poi perso anche l’ultimo grado militare onorifico che gli era rimasto, quello di viceammiraglio. Assieme a lui, pure l’ex moglie Sarah Ferguson (molto amica di Epstein) ha dovuto rinunciare al titolo di duchessa di York.

La foto spuntata negli ultimi file relativi al caso-Epstein

Tra gli ultimi file sul caso-Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti è spuntata anche una foto senza data, scattata in una località segreta, che mostra Andrea a quattro zampe su una donna sdraiata a terra. Un’accusatrice di Epstein ha affermato che il finanziere la mandò nel Regno Unito per un rapporto sessuale con Andrea. Un avvocato della donna ha dichiarato alla Bbc che l’incontro è avvenuto nel Royal Lodge nel 2010, quando la sua assistita aveva poco più di 20 anni.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
La foto di Andrea a quattro zampe su una ragazza (Ansa).

L’arresto a Sandrigham: il primato dell’ex principe Andrea

Già primo figlio di una regina e fratello di un re britannico ad essere privato di ogni titolo ed onorificenza, Andrea il 19 febbraio 2026 è diventato anche il primo membro di alto rango della famiglia reale nella storia moderna ad essere arrestato. «La giustizia faccia il suo corso», ha commentato seccamente Carlo.

Marco Lollobrigida, chi è il nuovo direttore ad interim di Rai Sport

Dopo le dimissioni di Paolo Petrecca da direttore di Rai Sport, l’incarico passa temporaneamente al suo vice Marco Lollobrigida. Giornalista, telecronista sportivo e conduttore televisivo, quest’ultimo lavora nella tivù pubblica dal 2001 e, nel corso della sua carriera, ha raccontato diverse olimpiadi e campionati di calcio.

Ha condotto trasmissioni storiche come La Domenica Sportiva e 90° minuto

Nato a Roma nel 1971, Lollobrigida ha cominciato a 21 anni a lavorare per l’emittente regionale Rete Oro, per poi arrivare in Rai nel 2001. Come conduttore e telecronista ha seguito cinque Olimpiadi, quattro Campionati mondiali di calcio, tre Campionati europei di calcio e per quattro anni ha condotto, su Radio 2, Campioni del Mondo, programma dedicato al calcio e agli sport olimpici. Nel 2016 ha presentato, il sabato in seconda serata su Rai 2, Calcio Champagne, format dedicato all’analisi e alle interviste ai protagonisti degli anticipi della Serie A con ospite fisso Mario Sconcerti. A maggio 2017, insieme a Massimiliano Rosolino, è stato il volto de La Grande Corsa sul centesimo Giro d’Italia, in onda sempre su Rai 2. Sua è stata anche la conduzione di trasmissioni storiche come La Domenica Sportiva e 90° minuto. Ha vinto numerosi premi tra cui il Premio di Cultura Sportiva Beppe Viola (2017), il Premio giornalistico Nicolò Carosio (2021), Il Premio Federico i per la comunicazione e il giornalismo sportivo (2023) e il Premio nazionale Pratola (2024).

Bill Gates ha disertato il summit sull’IA in India

Bill Gates ha disertato il summit sull’Intelligenza artificiale in India. Giovedì il fondatore di Microsoft era atteso come relatore principale, ma ha annullato la sua partecipazione all’ultimo senza addurre alcuna motivazione. «Dopo un’attenta considerazione e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità principali del summit sull’IA, il signor Gates non terrà il suo discorso principale», ha comunicato la Gates Foundation in una nota. Il sospetto è che dietro all’improvvisa rinuncia del miliardario – proprio nel giorno dell’arresto dell’ex principe Andrea – ci sia la pubblicazione di nuovi file del caso Epstein in cui appare il suo nome. In due bozze di e-mail indirizzate a se stesso risalenti al 2013, Epstein affermava di aver organizzato incontri per il miliardario e di averlo aiutato a ottenere farmaci per nascondere un’infezione sessualmente trasmissibile alla moglie. Gates dal canto suo ha respinto con forza queste accuse definendole «false». «A quanto pare Jeffrey ha scritto un’email a sé stesso. Quell’email non è mai stata inviata, l’email è, sapete, falsa. Quindi non so cosa pensasse. Mi ricorda solo che ogni minuto passato con lui lo rimpiango e chiedo scusa per averlo fatto», ha detto Gates alla Cnn. «Sono stato solo a cene, non sono mai andato sull’isola. Non ho mai incontrato donne».

Cultura, nominati i nuovi direttori di 14 musei statali: chi sono

La Direzione generale musei del ministero della Cultura ha comunicato l’esito della selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore di 14 musei italiani di seconda fascia. Di seguito l’elenco dei nomi designati.

I 14 nuovi direttori di musei italiani

Si tratta di:

  • Guido Comis per il Museo storico e Parco del Castello di Miramare di Trieste/Direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia;
  • Denis Ton per il Complesso monumentale della Pilotta di Parma;
  • Luigi Gallo per i Musei Nazionali di Bologna/Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia Romagna;
  • Maria Elena Motisi per i Musei nazionali di Lucca;
  • Luca Mercuri per il Pantheon e Castel Sant’Angelo/Direzione Musei nazionali della città di Roma;
  • Luigi Scaroina per il Parco Archeologico dell’Appia Antica di Roma;
  • Alberto Samonà per Villa Adriana e Villa D’Este;
  • Alessandro Mascherucci per le Ville monumentali della Tuscia, in Lazio;
  • Alessandra Necci per il Palazzo Reale di Napoli;
  • Almerinda Padricelli per i Musei nazionali del Vomero;
  • Luca Di Franco per i Musei e parchi archeologici di Capri;
  • Federica Colaiacomo per il Parco archeologico di Ercolano;
  • Anita Guarnieri per il Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia;
  • Raffaella Bonaudo per i Musei nazionali di Matera- Direzione regionale Musei nazionali Basilicata.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha fatto gli auguri di buon lavoro ai neo direttori, ringraziando la commissione di valutazione e il direttore generale Musei Massimo Osanna «per aver tempestivamente selezionato le nuove figure».

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina

Saranno la biatleta Lisa Vittozzi e il pattinatore di velocità Davide Ghiotto i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano-Cortina, che si svolgerà domenica 22 febbraio a partire dalle 20 all’Arena di Verona. La scelta di una coppia mista per la sfilata conclusiva sottolinea i valori di equilibrio e rappresentatività che hanno caratterizzato la delegazione azzurra, protagonista di una rassegna a cinque cerchi di altissimo livello.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Lisa Vittozzi (Ansa).

Chi è Lisa Vittozzi

Vittozzi, friulana classe 1995, è stata protagonista di un’Olimpiade di altissimo livello coronata con il primo oro olimpico individuale nella storia del biathlon italiano, primeggiando nell’inseguimento senza alcun errore al poligono. Si è aggiudicata inoltre l’argento nella staffetta mista, confermandosi, tra le grandi interpreti internazionali della disciplina, peraltro dopo un grave infortunio le aveva fatto saltare l’intera stagione 2024/2025. Nel 2018 a Pyeongchang aveva vinto il bronzo nella staffetta mista.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Davide Ghiotto (Ansa).

Chi è Davide Ghiotto

Ghiotto, classe 1993, con Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha formato il terzetto tricolore che ha conquistato l’oro nell’inseguimento a squadre dello speed skating. Per l’atleta vicentino è stata la seconda medaglia olimpica della carriera dopo il bronzo nei 10.000 metri vinto a Pechino 2022.

L’ex principe Andrea arrestato dopo le ultime accuse nel caso Epstein

L’ex principe Andrea, fratello di Re Carlo III, è stato arrestato dalla polizia britannica per cattiva condotta in pubblico ufficio. Lo riportano la Bbc e altri media britannici. L’arresto è avvenuto nella sua residenza, a Wood Farm, Sandringham, nell’Est dell’Inghilterra. Andrea, che proprio oggi compie 66 anni, recentemente era stato privato del titolo di principe.

Il comunicato della polizia

La polizia della Thames Valley ha dichiarato che l’uomo è stato arrestato dopo una valutazione approfondita. Questo il comunicato che ha rilasciato: «Nell’ambito delle indagini, oggi abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina di Norfolk con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio e stiamo effettuando delle perquisizioni presso alcuni indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk. Al momento l’uomo è ancora sotto custodia della polizia. Non faremo il nome dell’uomo arrestato, come previsto dalle linee guida nazionali. Vi ricordiamo inoltre che il caso è attualmente in corso, quindi prestate attenzione a qualsiasi pubblicazione per evitare di incorrere in oltraggio alla corte. Il vice capo della polizia Oliver Wright ha dichiarato: “Dopo un’attenta valutazione, abbiamo avviato un’indagine su questa accusa di cattiva condotta nell’esercizio della funzione pubblica. È importante proteggere l’integrità e l’obiettività della nostra indagine mentre lavoriamo con i nostri partner per indagare su questo presunto reato. Comprendiamo il notevole interesse pubblico per questo caso e forniremo aggiornamenti al momento opportuno».

Avrebbe condiviso informazioni riservate con Epstein

Andrea viveva a Sandringham, nel Norfolk, da quando aveva lasciato la sua casa a Windsor. Di recente aveva dovuto affrontare numerose accuse per i suoi legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein. Lui ha sempre negato ogni illecito. Non è ancora chiaro il focus dell’inchiesta, ma potrebbe essere legato alla presunta condivisione di informazioni riservate, da parte dell’ex principe quando era emissario commerciale del governo di Londra, con il finanziere pedofilo.

Petrecca si è dimesso da direttore di Rai Sport

Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi: lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina, evento a cinque cerchi di cui ha commentato in modo disastroso la cerimonia di apertura. La responsabilità di Rai Sport sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida. Oggi era in programma il consiglio di amministrazione della Rai: all’ordine del giorno ufficiale la policy aziendale sull’intelligenza artificiale, i piani di trasmissione e produzione per il 2026, la relazione del 2025 e il piano per l’internal audit. Ma sul tavolo c’era anche il dossier Petrecca. Dalla Rai era filtrato che la questione sarebbe stata affrontata solo dopo il Festival di Sanremo. Ma alla fine il nodo è stato sciolto in anticipo.

L’imbarazzante telecronaca della cerimonia di apertura

Petrecca, al timone di Rai Sport dal 2025 senza essere mai stato giornalista sportivo, aveva sostituito alla telecronaca della cerimonia di apertura di Milano-Cortina il designato Auro Bulbarelli – suo vice atteso al microfono ma saltato per aver svelato che lo spettacolo avrebbe coinvolto pure Sergio Mattarella – rendendosi protagonista di un imbarazzante racconto infarcito di gaffe di ogni genere. Spernacchiato anche dalla stampa estera, a Petrecca era già stata tolta la telecronaca della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali, affidata al già citato Bulbarelli.

LEGGI ANCHE: Nomine Rai, il caso Petrecca e gli appetiti nel centrodestra per il Tg1

La protesta dei giornalisti di Rai Sport contro il direttore

Dopo la disastrosa telecronaca di Petrecca, in segno di protesta contro il direttore il cdr di Rai Sport aveva deciso di ritirare le firme dei giornalisti dai servizi fino alla fine delle Olimpiadi, annunciando poi tre giorni di sciopero al termine di Milano-Cortina: «Non una questione politica ma di rispetto e di dignità per il servizio pubblico». A stretto giro, l’Usigrai (l’Unione sindacale dei giornalisti Rai) aveva ha proclamato per il 13 febbraio uno sciopero delle firme in tutti i telegiornali, i giornali radio e nei programmi di informazione dell’emittente pubblica e sul web.

Paolo Petrecca lascia la direzione di Rai Sport dopo Milano-Cortina

AGI -  Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell'Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e lascerà l'incarico al termine delle Olimpiadi di Milano - Cortina. È quanto si apprende da fonti Rai. La responsabilità di Rai Sport - in via transitoria - sarà affidata a Marco Lollobrigida.

La decisione arriva dopo le polemiche sulla telecronaca della cerimonia inaugurale delle XXV Olimpiadi Invernali di Milano Cortina dallo Stadio San Siro lo scorso 6 febbraio.

Il direttore di Rai SportPaolo Petrecca aveva già annunciato che non avrebbe condotto la cerimonia conclusiva dei Giochi il prossimo 22 febbraio.

La telecronaca della cerimonia 

Il risultato della telecronaca, giudicato non all'altezza delle aspettative, è direttamente collegato all'emergenza di dover sostituire all'ultimo minuto il telecronista sportivo Auro Bulbarelli.

Bulbarelli aveva infatti chiesto di essere sollevato dall'incarico dopo aver causato un grave spoiler sul ruolo del Presidente Mattarella durante la cerimonia di apertura di Milano-Cortina. Questa situazione ha costretto Petrecca a subentrare, nonostante fosse stato sconsigliato di assumere il ruolo di commentatore, generando ulteriori polemiche.