Giustizia, come cambia il processo civile con la riforma della ministra Cartabia


Un procedimento più rapido sin dalla prima udienza, incentivi fiscali per favorire il ricorso a riti alternativi di risoluzione delle controversie e la nascita del nuovo Tribunale della Famiglia. Sono alcune delle novità della riforma del processo civile firmata dalla ministra alla Giustizia Marta Cartabia. Il testo, dopo aver ottenuto il via libera dal Senato, è ora al vaglio della Camera. Vediamo cosa contiene.
Continua a leggere

Sgozza il marito dell’ex compagna per difenderla, il gip: “Voleva uccidere, resti in carcere”


Resta in carcere Abdellaoui Mongi, il 56enne che ha sgozzato Luigi Danesi, marito della sua ex compagna, a Cesano Boscone. Secondo il gip, infatti, Mongi - che si è difeso dicendo di aver agito per difendere la donna mentre veniva picchiata dal marito - poteva agire in maniera differente, ferendo il rivale senza puntare a organi vitali come invece ha fatto.
Continua a leggere

Omicidio Willy, l’amico dei Bianchi: “Non sopportavo più quell’ambiente, cene fuori e orologi d’oro”


Uno degli amici dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi intercettato dai carabinieri mentre parla al telefono con il cugino, racconta come volesse allontanarsi da loro e dalla vita che facevano. Il ragazzo, testimone nel processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, è stato condannato per droga a quattro anni e sei mesi proprio insieme ai fratelli di Artena.
Continua a leggere

Certificati “facili” per ottenere l’esenzione dal vaccino, medici indagati a Genova


La procura di Genova ha aperto un'inchiesta sulle certificazioni “facili” da parte di medici compiacenti per far ottenere l'esenzione dal vaccino per il Covid e anche dalle mascherine. Le indagini, in fase preliminare, sono partite dopo gli esposti depositati contro Roberto Santi, medico sottoposto a provvedimento disciplinare da parte del consiglio dell'Ordine e riferimento del mondo "no vax"
Continua a leggere

Morte di Samuele, l’avvocato: “I genitori si fidavano di Mariano Cannio”


I genitori di Samuele, così come altri parenti, conoscevano Mariano Cannio da anni e si fidavano di lui. A raccontarlo è Domenico De Rosa, legale della famiglia del bimbo morto venerdì scorso dopo essere caduto dal balcone di casa sua, al terzo piano di un palazzo di via Foria, nel centro di Napoli. "I genitori non vogliono vendette - aggiunge - vogliono sapere il perché".
Continua a leggere