Pd, M5s e Avs hanno chiesto alla Camera un’informativa di Giorgia Meloni dopo la pubblicazione da parte del Domani di alcuni screenshot di una chat di Whatsapp tra dirigenti trentini di Fratelli d’Italia (ex e attuali), in cui si leggono pesanti espressioni antisemite.
I messaggi incriminati scritti in chat
Come spiega il Domani, tutto è nato da una storia pubblicata su Instagram dal giornalista e militante di FdI Francesco Barone, in cui lo si vedeva assieme a David Parenzo, arrivato a Trento per il Festival dell’Economia. «Tra minchioni si intendono bene», scrive Daniele Demattè, consigliere comunale meloniano. Poco dopo il messaggio di dell’ex consigliere comunale Cristian Zanetti: «Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci». Una cosa sì, almeno per Antonio Manara, cioè «i leccaculo dei giudei». Via della Scrofa già ieri aveva preso le distanze dal contenuto della chat, spiegando che «qualsiasi forma di antisemitismo è incompatibile con Fratelli d’Italia» e annunciando, se necessario, provvedimenti.
Elly Schlein (Imagoeconomica).
Schlein: «Meloni prenda provvedimenti»
«I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti», ha dichiarato Elly Schlein, segretaria del Pd: «Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti». E poi: «L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. Non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate». Dura condanna anche da parte della deputata Debora Serracchiani: «Ci domandiamo come possa la presidente del Consiglio tollerare che possano essere presenti ancora e ricoprire dei ruoli istituzionali importanti ed essere presenti nel coordinamento di FdI alcune persone che hanno in una chat utilizzato dei termini che sono a dir poco antisemiti». Così Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato: «Chi guida FdI prenderà provvedimenti contro chi ha espresso questi giudizi? Oppure anche stavolta farà finta di nulla, mettendo come sempre la polvere sotto il tappeto?».
Gli attacchi di M5s e Avs alla premier
Per la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti «non è tollerabile che il partito di maggioranza di questo Paese e quello che esprime la presidente del Consiglio accolga tra le sue fila esponenti che si esprimono come abbiamo letto». Così Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5s alla Camera: «Scandalosa e schifosa ipocrisia, avete bollato per mesi tanti di noi come antisemiti e gli antisemiti ce l’avete nel vostro partito».
AGI - Il direttore di Libero ed ex direttore dell'AGI, Mario Sechi, è sotto tutela dopo alcune minacce provenienti dall'area anarco-insurrezionalista. Le intimidazioni, secondo quanto si apprende, sono arrivate in relazione ad alcuni editoriali scritti da Sechi sulla morte - avvenuta a Roma il 20 marzo scorso -, di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici che hanno perso la vita per l'esplosione di un ordigno che stavano confezionando. L'inchiesta sull'esplosione è delegata ai poliziotti della Questura di Roma.
La solidarietà di Fazzolari
"Piena solidarietà al direttore di Libero, Mario Sechi, per le minacce ricevute". Cosi' Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma di governo. Fazzolari esprime "grande apprezzamento per il lavoro che svolge" Sechi "con libertà e coraggio, tali da averlo reso bersaglio di ambienti anarchici con conseguente attivazione della tutela. Chi pensa di fermare la sua penna con questi metodi sbaglia: conosco Mario Sechi e so per certo che non è tipo da farsi intimidire".
Donzelli, condanna sia unanime
"Solidarietà al direttore di Libero, Mario Sechi, sotto tutela a causa delle minacce ricevute dagli anarchici. Condanniamo la viltà di chi, attraverso la violenza, tenta di condizionare il lavoro della stampa e dei giornalisti. Siamo certi che il direttore Sechi non si farà intimorire da personaggi che odiano la democrazia e la libertà. Ci auguriamo una condanna unanime: le istituzioni devono rimanere unite contro chi vorrebbe provare in questo modo a sovvertire lo Stato". Lo afferma in una nota il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli.
Mercoledì 27 maggio, il giorno della Lega: a Roma, nella nuova aula dei gruppi parlamentari a Campo Marzio, Matteo Salvini ha convocato i fedelissimi per il pomeriggio. Si deve parlare di «crescita e stabilità»: e chi viene “a rapporto” per questo appuntamento? Quattro amministratori delegati di peso, ossia Stefano Donnarumma per Fs, Pierroberto Folgiero per Fincantieri, Agostino Scornajenchi per Snam e Flavio Cattaneo per Enel. Occhi soprattutto su Donnarumma, che deve ancora sorbirsi le proteste governative, di Giorgia Meloni in particolare, per le pubblicità escogitate da Italia viva di Matteo Renzi nelle stazioni ferroviarie, con lo slogan “Quando c’era lei”. La premier ha poi negato di essersi lamentata direttamente con l’ad di Ferrovie, ma l’irritazione c’è stata, eccome. E poi ci saranno, sotto la guida di Alberto Bagnai che comanda il dipartimento economico della Lega, il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, il coordinatore dei dipartimenti della Lega Armando Siri, Giulio Centemero, responsabile dipartimento Innovazione Lega, il sottosegretario al Mef Federico Freni (quello che ha mollato il sogno Consob), Claudio Borghi in qualità di componente del Copasir, il sottosegretario al Cipess Alessandro Morelli, la sottosegretaria al Mimit Mara Bizzotto, il presidente della Commissione Attività produttive alla Camera Alberto Gusmeroli. Conclusioni affidate al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Cioè il vero leader, dice qualcuno…
Calatrava colpisce ancora. Pure la Ferrari
Alla fine sulla nuova Ferrari Luce è montato persino papa Leone XIV, che si è messo alla guida della costosissima supercar. Fatto sta che in Borsa il titolo Stellantis ha avuto un crollo, e le recensioni non sono proprio entusiastiche (eufemismo), anche per via del design.
La nuova Ferrari Luce è stata presentata a papa Leone XIV nella residenza di Castel Gandolfo. Erano presenti il presidente John Elkann, l'amministratore delegato Benedetto Vigna, insieme ad altri dirigenti e tecnici dell'azienda. "È stata una grande emozione e un immenso onore -… pic.twitter.com/0iVkB0mwGg
Ma c’era un fastidio in più. Come ben sanno tanti architetti, il dito è stato puntato anche sul luogo scelto per la presentazione romana: la Vela di Calatrava. La stampa infatti ha dovuto faticare non poco per raggiungere la zona, fuori dai circuiti classici degli eventi, a Tor Vergata, periferia Sud-Est della Capitale. Ora, per diverse dicerie che negli anni si sono sommate, il nome di quell’archistar spagnolo naturalizzato svizzero è legato a una pessima fama, roba da fare gli scongiuri. «Ma come gli è venuto in mente di abbinare un nuovo prodotto, della Ferrari poi, con quel progettista lì?», si sente dire fino a Venezia, dove il cosiddetto “ponte della Costituzione”, altra opera di Calatrava, ha falcidiato decine di persone che lo hanno attraversato, finite in ospedale per gli scivoloni nei giorni di pioggia, e non solo.
Quel gigantesco complesso romano era stato iniziato per i Mondiali di nuoto del 2009, poi l’opera è stata consegnata all’Agenzia del Demanio per la rivisitazione del progetto. Ora per l’ex Città dello Sport si punta, in condivisione con la Regione Lazio e il Comune di Roma Capitale, a realizzare una nuova centralità metropolitana, una «Green City per la salute, la ricerca e la formazione», dicono i promotori. Insomma, un «ecosistema multifunzionale, con spazi pubblici e servizi, nuove opportunità per ripristinare la fiducia dei giovani verso le Istituzioni pubbliche». Adesso questo «spazio futuristico, per la prima volta nella sua storia», è stato dedicato a un evento come quello della Ferrari.
Sabato 30 maggio è in programma addirittura un percorso di scoperta della Ferrari Luce: «L’esperienza immersiva, gratuita e fortemente voluta dall’Agenzia del Demanio e da Roma Capitale, inizierà con un’esposizione delle componenti tecnologiche e di design delle vetture, con successivi momenti di approfondimento delle sue caratteristiche uniche. Al termine della visita, i partecipanti potranno ammirare da vicino anche altri modelli iconici della storia di Ferrari. A rendere ancora più suggestivo l’evento, a partire dalle ore 21, dei light show illumineranno l’architettura avveniristica dell’edificio». C’è chi arriverà con gli amuleti in tasca.
Barbara Berlusconi sfoggia la sua fondazione
Barbara Berlusconi è come suo padre: da qualche tempo ha pure una fondazione a suo nome, e da viva. Sui social stanno impazzando le immagini della visita di BB (ma non è Brigitte Bardot) alla Pinacoteca di Brera, in veste di mecenate e amante delle arti: che poi è il modo migliore per apparire con un profilo “positivo” al grande pubblico e farsi amare dai follower. Sarà lei a mettere il nome, anzi il cognome, di famiglia, alle prossime elezioni politiche? Difficile. Al massimo, dice qualcuno, forse sta facendo un pensierino alle prossime Comunali di Milano del 2027, per aiutare Forza Italia nella piazza meneghina.
Conte e Ranucci dove presentano il libro sulla Rai? Da Mondadori
È davvero il mondo al contrario (ma per una volta il generalissimo Roberto Vannacci non c’entra): la presentazione pentastellata del libro sulla Rai si è svolta nella romana Galleria Alberto Sordi, all’interno dello spazio della libreria Mondadori. Che è della famiglia Berlusconi. Grande partecipazione dei fedelissimi e dei simpatizzanti, tutti a elogiare le fatiche della presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, la pentastellata Daniela Floridia, a cominciare dall’ex premier Giuseppe Conte per continuare con Sigfrido Ranucci. In pole position Duilio Giammaria (quello di Petrolio, il programma di approfondimento giornalistico della Rai) e l’ex direttore del Tg1Giuseppe Carboni. Più l’ex presidente della Rai Roberto Zaccaria. Alla fine è stata una rimpatriata M5s, sotto le insegne Mondadori.
Radio2 Social Club, Barbarossa promuove Netflix e Zerocalcare
Ogni mattina c’è qualcuno che fa un salto sulla sedia quando vede Luca Barbarossa e i suoi ospiti su Radio2 Social Club, che va in onda anche su Rai 2. Mercoledì mattina ecco Zerocalcare e una gigantesca promo a tutto vantaggio di Netflix, per Due spicci, la nuova miniserie animata realizzata dal celebre fumettista romano (mezzo francese, da parte di madre). «Alla faccia della nostra egemonia culturale, qua sta ancora tutto in mano alla sinistra?», fanno notare quegli insaziabili di Fratelli d’Italia all’ad della Rai Giampaolo Rossi…
L’hotel a cinque stelle si rifiuta di servire acqua del rubinetto a cena. La cliente denuncia l’accaduto. Ma tutti i gradi di giudizio, compresa la Cassazione, danno ragione alla struttura. Il “fattaccio”, avvenuto in Alto Adige nel 2019, è arrivato a sentenza a fine aprile 2026: per la Suprema Corte l’albergatore ha agito in modo legittimo. I vacanzieri sono avvisati.
(foto Unsplash).
La vicenda, come detto, risale al 2019. La turista stava trascorrendo le vacanze natalizie presso l’Hotel Sassongher, un resort a cinque stelle nel cuore delle Dolomiti. Aveva scelto la formula a mezza pensione, che comprendeva la prima colazione e un pasto a scelta (nel suo caso la cena) con bevande escluse, al prezzo di 5700 euro a settimana. Alla richiesta che le venisse servita a tavola semplice acqua del rubinetto, le era stata proposta una bottiglia d’acqua minerale da 0,75 litri a 7 euro. La donna, ritenendo la richiesta assurda, aveva sostenuto che l’acqua fosse una risorsa naturale e un diritto umano universale.
Dolomiti altoatesine (foto Ansa).
Terminato il soggiorno, la cliente ha avviato un’azione legale chiedendo all’hotel un risarcimento di 2700 euro per danno economico e stress emotivo. La richiesta è però stata respinta in tutti i gradi di giudizio, poiché non esistono norme che obblighino le strutture ricettive a servire acqua potabile non imbottigliata ai clienti. Sui social abbondano le critiche alla sentenza ma c’è anche chi difende l’hotel. Alcuni ristoratori sostengono infatti che servire esclusivamente acqua in bottiglia rientri nella discrezionalità della struttura, eventualmente motivata dalla volontà di offrire prodotti ritenuti di maggiore qualità.
Corvara di Badia, acqua del rubinetto negata a un turista: per la cassazione il ristorante può rifiutarsi di servirla. Cosa ne pensate?#Mattino5 è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/bPCzszGpYR
Nell’ambito delle indagini sulla società Bisteccheria d’Italia, la procura di Roma ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati di poter acquisire le conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni e per aver agevolato il clan Senese. Lo riporta il Corriere della Sera.
Delmastro è appena stato ascoltato in Antimafia
Ascoltato in Antimafia in merito alla sua partecipazione nel ristorante Le Cinque Forchette assieme alla figlia di Caroccia, , Delmastro ha dichiarato di essere finito per la prima volta nel locale perché «aveva una struttura simpatica». Precisando, inoltre, di essere stato all’oscuro delle vicissitudini giudiziarie di Caroccia e di essere entrato in società con la figlia senza aver fatto prima alcuna ricerca online. «Bastava cercare su Google. Non farlo è stata una imperdonabile leggerezza politica e non giuridica, che ha portato alle mie dimissioni», ha detto l’ex sottosegretario.
Andrea Delmastro (Imagoeconomica).
Il legale di Caroccia “scagiona” Delmastro
«In base agli elementi a mia conoscenza in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all’epoca rivestiva Delmastro, ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata», ha dichiarato dopo la richiesta dei pm l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Caroccia.
AGI - Arbitri ed esposti. L'inchiesta su presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali nel mondo del calcio si arricchisce di una nuova denuncia. L’arbitro Federico Dionisi, che ha diretto in Serie A nell’ultima stagione, sarebbe stato dismesso, in altre parole “mandato a casa”, con “modalità senza scrupoli” e attraverso “una condotta fraudolenta”. Lo scrive il presidente della sezione AIA de L’Aquila, Guido Alfonsi, che ha firmato l’esposto-denuncia inviato alla Procura di Milano e alla Procura Federale su quella che definisce la “consumazione di un’inconfutabile ingiustizia” ai danni del suo fischietto che non è firmatario del documento. La dismissione non è ufficiale ma, scrive Dionisi, è stata anticipata da rumors e indiscrezioni di stampa.
Arbitri e condotte fraudolente
I dubbi si concentrano sulla partita Lazio-Pisa del 23 maggio 2026 nella quale un cambio degli osservatori avrebbe mutato gli equilibri della graduatoria finale danneggiando Dionisi. Alfonsi chiede che la Procura sequestri il portale AIA “Sinfonia 4 you” “dal quale poter risalire - si legge nel documento visionato dall’AGI – al descritto cambio degli Osservatori Arbitrali e alla relazione della gara, allo scopo di verificare la liceità delle descritte condotte”.
L'esposto - denuncia
“Il disegno tramato nell’ultima giornata di campionato da soggetti senza scrupoli e sprezzanti della situazione che l’Associazione Italiana Arbitri sta vivendo – già foriera di instabilità e di totale perdita di credibilità - mi impone di esternare tutto il mio dispiacere e disappunto e mi costringe a rivolgere i motivi di doglianza alle autorità competenti a decidere sotto il profilo penale e sotto il profilo disciplinare” scrive Alfonsi prima di entrare nel cuore della questione.
La partita Lazio - Pisa
In sostanza, viene contestato il cambio all’ultimo minuto dell’osservatore chiamato a valutare l’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi in Lazio-Pisa. Avrebbe dovuto essere, scrive il denunciante, Andrea Antonelli della sezione di Verona e invece venne nominato Sandro Rossomando della sezione di Salerno.
I sospetti sulla graduatoria
I sospetti “diventavano cruda realtà all’esito della gara dello Stadio Olimpico, laddove, nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita la valutazione di 8,40, unica che avrebbe senz’altro determinato la dismissione dell’arbitro Federico Dionisi, vittima indiretta di questo inenarrabile piano”.
La richiesta di revisione
L’auspicio di Alfonsi è che “il responsabile della Commissione Osservatori Nazionale, Riccardo Tozzi, possa tornare sui suoi passi e, revisionata la gara e la relazione dell’Osservatore arbitrale, attribuisca la giusta e meritata valutazione a Ferrieri ripristinando, così, quel minimo di equità e correttezza che devono caratterizzare una sana competizione sportiva”.
"Ipotesi di frode sportiva"
“Tutti gli associati hanno assistito a quella che potrei definire, senza possibilità di smentita, la ‘consumazione di una inconfutabile ingiustizia’, nei confronti della quale – a tutela di tutti e nel rispetto della coerenza che mi ha sempre contraddistinto – non posso restare silente. L’alterazione della classifica finale degli arbitri mediante condotte dolose, infatti, visti gli interessi economici in ballo e la sostanziale equiparazione dei direttori di gara alle società sportive, può ravvisare la consumazione del reato di frode sportiva laddove sia esattamente individuato il vantaggio in ballo”.
“Ebbene, è innegabile che il voto di 8,40 assegnato all’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi, appare certamente indotto dall’alto, vista la sua direzione di gara, esente da errori”. Viene quindi chiesta “un’attività di indagine suppletiva” al pm Ascione e il sequestro del portale dell’AIA.
Alfonsi: "Avranno pane per i loro denti"
“Dovranno spiegare perché un osservatore arbitrale è stato cambiato all’ultimo minuto, non succede mai. È un evento anomalo e pretendiamo delle spiegazioni. Oltre che essere il presidente della sezione dell’Aquila sono anche un avvocato abituato a vincere le cause. Andrò fino in fondo a questa vicenda, avranno pane per i loro denti. Mi cacciassero se lo ritengono, questa casta deve cadere”. Lo dice all’AGIGuido Alfonsi, firmatario dell’esposto alla Procura Federale e alla Procura di Milano, in cui denuncia delle irregolarità che avrebbero influito sulla graduatoria degli arbitri portando alla dismissione dell’arbitro Federico Dionisi, iscritto alla sua sezione e da lui indicato come “esempio e guida” per i giovani.
Verrà subito portata allo Spallanzani per la quarantena e per sottoporsi a test clinici una chirurga italiana di Medici senza frontiere in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo: nell’ambito della sua attività, nel centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri), è entrato in contatto il 16 maggio con pazienti risultati poi positivi al virus ebola. Inoltre, il 18 maggio ha operato d’urgenza un bambino ferito dallo scoppio di una granata, poi risultato un caso sospetto di ebola (il risultato del test non è ancora arrivato). Come ha spiegato il ministero della Salute, la donna non ha sintomi e sta rientrando a Roma con un volo privato organizzato da Medici senza Frontiere. Il dicastero ricorda che «l’allarme è molto basso nel nostro Paese» e che «sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali».
AGI - Epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo, il contatto con pazienti positivi al virus e il rientro in sicurezza in Italia per un medico chirurgo. Poi la quarantena allo Spallanzani di Roma. Il Ministero della Salute informa che è in corso l'attività per il rientro in totale sicurezza di un medico chirurgo donna che operava presso il centro di salute di Salamat (Bunia-Ituri), nella Repubblica Democratica del Congo, nel periodo in cui è stata dichiarata l’attuale epidemia di Ebola.
Ebola, rientra in Italia il chirurgo di Medici Senza Frontiere
L'autorizzazione per il rientro su Roma è stata firmata. Il chirurgo è un operatore di Medici Senza Frontiere. Nell’ambito della sua attività clinica il chirurgo è entrato in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati poi positivi. Si tratta, quindi, di un caso di contatto diretto.
Il medico sarà portato oggi allo Spallanzani di Roma
Il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d'urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell'esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile. Il medico non presenta sintomi al momento. Il medico in rientro arriverà a Roma in giornata. Sarà portato allo Spallanzani di Roma per la necessaria quarantena e la sorveglianza attiva.
In Italia non ci sono casi di ebola
Il Ministero della Salute ricorda che non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e che l'allarme è molto basso nel nostro Paese. Il Ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell'evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionali e locali.
La Farnesina: "1,1 milioni di euro per aiuti umanitari"
Per sostenere la risposta umanitaria immediata all'epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo, la cooperazione italiana ha assegnato un finanziamento di 1.150.000 euro. Un contributo deciso dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha disposto il finanziamento con un provvedimento firmato dal vice ministro Edmondo Cirielli. Lo riferisce la Farnesina in una nota.
Il finanziamento sarà messo a disposizione delle organizzazioni della società civile italiane con una presenza operativa nelle province colpite di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu.
Si tratta di interventi immediati per arrestare la trasmissione dell’Ebola, rafforzare la sorveglianza epidemiologica, la risposta del sistema sanitario locale e la fiducia delle comunità verso le misure di contenimento indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le risorse si concentreranno su quattro aree prioritarie identificate dalle agenzie delle Nazioni Unite Ocha e Oms per la prevenzione e controllo delle infezioni; sorveglianza epidemiologica e tracciamento dei contatti; soccorsi sanitari immediati e coinvolgimento comunitario.
Iniziative umanitarie già in corso
Tale finanziamento si aggiunge a due iniziative umanitarie in corso finanziate dalla Cooperazione italiana per un valore complessivo di 5,5 milioni di euro per cinque progetti realizzati dalla società civile nelle province orientali.
Sostegno diretto all’Oms
La Cooperazione italiana contribuirà, inoltre, direttamente con un sostegno di 290 mila euro all’azione di risposta alla crisi messa in campo dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita quattro fonti, nei quattro mesi trascorsi dalla sua creazione il Board of Peace di Donald Trump non ha ricevuto alcun finanziamento, nonostante promesse di donazioni per 17 miliardi di dollari: l’organizzazione è bloccata in una situazione di stallo e nessun fondo è stato al momento destinato per la ricostruzione di Gaza.
Le perplessità dei potenziali finanziatori del Board of Peace
Presentato come uno strumento centrale del piano in 20 punti per porre fine al conflitto a Gaza, il consiglio voluto dal tycoon si è di fatto impantanato. Il piano di Trump prevedeva tre obiettivi principali: il disarmo di Hamas, il ritirare delle truppe israeliane da Gaza e la ricostruzione della Striscia. Ma sono passati mesi e non ci sono stati progressi. Un rappresentante del consiglio ha spiegato che, anziché utilizzare un fondo finanziario gestito dalla Banca Mondiale, l’organizzazione riceve contributi (o meglio dovrebbe riceverli) direttamente tramite un conto bancario di JPMorgan. Una soluzione che non è stata apprezzata molto dai potenziali finanziatori, che «avrebbero preferito utilizzarne altre». Mentre la Banca Mondiale è tenuta a riferire sullo stato dei propri fondi finanziari ai donatori e ai membri del Board of Pace, tale obbligo non si applica al conto presso JPMorgan.
Donald Trump e i vari leader che hanno aderito al Board of Peace (Ansa).
Nemmeno il Dipartimento di Stato Usa ha erogato fondi
Due fonti del Financial Times hanno tenuto a precisare che «nemmeno un dollaro americano» è stato stanziato per il Board of Peace. Il Dipartimento di Stato Usa prevede di riallocare circa 1,2 miliardi di dollari di aiuti a progetti legati al consiglio voluto da Trump. Tuttavia, tali fondi non sono ancora stati utilizzati. Sempre il Dipartimento di Stato prevede di stanziare circa 50 milioni di dollari direttamente al Board of Peace per le spese operative, ma anche questi fondi non sono ancora stati erogati.
AGI - "L'attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola". È quanto si legge in una nota del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), sullo sviluppo dell'epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) e in Uganda.
L'Ecdc sottolinea anche che il rischio d'infezione per la popolazione generale in Europa "rimane molto basso". Nel frattempo, sottolinea l'Ecdc, viene intensificato il supporto sul campo, anche se la situazione, nella regione colpita, rimane "estremamente complessa" e "rende considerevolmente più difficile l'adozione di contromisure efficaci".
Le difficoltà legate al virus
Le difficoltà sono rese ancora maggiori, si legge nella nota, dal fatto che l'epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale attualmente non esiste un vaccino autorizzato, né una terapia specifica. Al fine di raccogliere informazioni di prima mano sul campo, l'Ecdc sta collaborando strettamente con i partner per rafforzare la propria presenza attraverso la task force sanitaria dell'Ue a supporto della Rdc e dell'Uganda.
Screening e valutazione del rischio
Questo consentirà, afferma l'Ecdc, "di raccogliere informazioni più dettagliate sullo screening in uscita, che l'Ecdc continua a ritenere cruciale per ridurre il rischio identificando i viaggiatori sintomatici". Sarà così aggiornata tempestivamente anche la valutazione del rischio e le raccomandazioni per l'Unione europea e lo Spazio economico europeo.
Azioni di supporto sanitario
Fra le azioni dell'Ecdc a sostegno delle autorità sanitarie dei Paesi colpiti dall'epidemia, figurano consigli di viaggio chiari e pratici a chi arriva dalle aree colpite, comprese le indicazioni su cosa fare in caso di comparsa di sintomi; assistenza ai Paesi dell'Ue/See per rafforzare la capacità di individuare e isolare rapidamente chiunque sia infetto e arrivi dalle regioni colpite; aggiornamenti epidemiologici quotidiani; pubblicazione di pareri scientifici su misure di prevenzione; e un più ampio invio di esperti dell'Ecdc nella regione tramite la task force.
Cooperazione e dati aggiornati
Inoltre, è prevista anche la cooperazione con il settore dell'aviazione per rafforzare la sicurezza di tutti i passeggeri a bordo, garantendo un approccio coerente alla gestione dei casi sospetti durante i voli. Al 24 maggio 2026, sottolinea l'Ecdc, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati oltre 900 casi sospetti di malattia da Ebola. L'Uganda ha finora segnalato sette casi.
Valutazione finale
"L'Ecdc continua a valutare come bassa la probabilità di infezione per chiunque provenga dall'Ue/See e viva o viaggi nelle aree colpite, a condizione che segua le misure precauzionali raccomandate", conclude la nota.