Auto contro scuolabus a Mazara del Vallo, 14 bimbi feriti. In macchina coppia con 5 ragazz…

AGI - Era senza assicurazione e sotto sequestro l'auto coinvolta in un incidente stradale che ha causato il ferimento di diversi bambini a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Si tratta di una Nissan Qashqai con a bordo 7 persone, tra cui 5 bambini e una donna incinta, che è finita contro uno scuolabus condotto da un autista comunale con a bordo due assistenti e 9 bambini. L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi all'altezza dell'incrocio tra la via Salemi alta e la via Rosario Ballatore.

Il violento impatto ha provocato il ribaltamento su una fiancata dello scuolabus. Tutti gli occupanti dei due mezzi, tra cui 14 bambini, sono stati trasportati in ospedale. Dei bambini che occupavano lo scuolabus, una sarebbe stata già dimessa, mentre gli altri 8 saranno trasportati nei reparti di pediatria di Marsala e Trapani per tenerli prudenzialmente sotto osservazione ma le loro condizioni non desterebbero particolare preoccupazione. Dei 5 bambini a bordo della Nissan Qashqai due sono stati trasportati in chirurgia pediatrica a Palermo e uno in ortopedia pediatrica ma nessuno è giudicato in pericolo di vita. Al vaglio le condizioni dei due assistenti dello scuolabus che nonostante le ferite riportate hanno contribuito in maniera determinante con l'autista a far uscire subito i bimbi dallo scuolabus dopo l'incidente.

La Nissan Qashqai, secondo una ricostruzione della polizia municipale, percorreva la via Rosario Ballatore in direzione della via Salemi, e non avrebbe rispettato il segnale di stop, né il limite di velocità di 30 km orari in vigore nelle due arterie stradali. Il violento e improvviso scontro ha provocato il ribaltamento su una fiancata dello scuolabus. "Nonostante l'impianto semaforico non sia al momento in funzione per un guasto - spiega il Comune - la presenza di tali chiari segnali stradali e l'accertamento della dinamica fanno apparire chiara la responsabilità del sinistro. Da controlli successivi è inoltre emerso che l'auto era sprovvista di assicurazione ed è stata posta sotto sequestro".

Le parole del sindaco sull'incidente

"L'incidente di oggi - ha detto il sindaco, Salvatore Quinci - ci ha fatto preoccupare e ci ha tenuti con il fiato sospeso. Per fortuna nessuno dei feriti e dei bambini corre pericolo di vita. Un'auto priva di assicurazione il cui conducente era sprovvisto di patente con a bordo una donna in gravidanza e ben 5 bambini non si è fermato allo stop ed ha rischiato di provocare una tragedia investendo in pieno un nostro scuolabus che per il violento e improvviso impatto si è addirittura ribaltato. La guida imprudente ha messo a repentaglio molte vite. Faccio un appello a tutti. Rispettiamo il codice della strada perché altrimenti diventiamo portatori di morte!".

 

Tragedia familiare a Pordenone, uomo ucciso dal compagno della figlia

AGI - Un uomo di 59 anni è stato ucciso vicino Pordenone, in Friuli, dal compagno di 51 anni della figlia al culmine di una violenta lite scoppiata in un'abitazione. È accaduto a Porcia e a lanciare l'allarme sono stati i familiari attorno alle 16. Sul posto gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pordenone e il personale sanitario che ha soccorso e trasferito anche il 51enne in ospedale, in gravi condizioni (ma non in pericolo di vita) con l'elicottero. L'arma del delitto forse una bottiglia. 

"Legittima difesa"

La vittima è un cittadino romeno mentre il compagno della figlia è un cittadino italiano. Quest'ultimo, prima di essere trasferito d'urgenza in ospedale, avrebbe riferito agli investigatori di aver agito per legittima difesa. Sembra peraltro che la vittima sarebbe intervenuta per difendere la figlia di 39 anni dall'ex compagno di 51. Sul posto anche il magistrato di turno della Procura di Pordenone. La centrale operativa Sores Fvg ha inviato un'ambulanza, l'automedica e l'elicottero sanitario che ha preso in carico il ferito.

La rissa è degenerata in strada di fronte all'abitazione della vittima. La Squadra Mobile ha ascoltato anche la ricostruzione della donna, che ha riportato una lieve ferita superficiale. È emerso anche che l'ex compagno della figlia voleva incontrarla per chiarire alcuni aspetti della separazione. La situazione è poi degenerata ed è scoppiata la lite, con il 59enne rimasto a terra esanime.

Operai-schiavi per il consolato americano. Blitz dei carabinieri

AGI - Una manodopera "comprata" per 500mila rupie, poco più di 4500 euro, che un'agenzia interinale con sede a Nuova Delhi avrebbe ricevuto per spedire in Italia operai da mandare sui ponteggi, da usare nel cantiere, da sfruttare per turni massacranti. Il riposo settimanale ridotto al minimo, gli orari di lavoro prolungati oltre il consentito e le paghe lontanissime dai contratti collettivi. Schiavi ridotti in povertà assoluta.

Dietro i ponteggi della nuova e imponente sede del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America in piazzale Accursio, a Milano, si nascondeva un sistema di moderno caporalato. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, su delega dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici, hanno fatto scattare un controllo d'urgenza nei confronti della divisione italiana della Caddell Construction, colosso edile incaricato di realizzare l'opera pubblica. E le verifiche hanno portato alla luce una situazione diffusa di sfruttamento della manodopera.

Condizioni di sfruttamento

I lavoratori, privati dei diritti più elementari, sarebbero "sfruttati attraverso la palese e reiterata violazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e attraverso la corresponsione di retribuzioni in palese contrasto con la contrattazione collettiva".

Operai coinvolti

A pagare il prezzo più alto di questo meccanismo di sottomissione sono operai e carpentieri, per lo più di origine indiana. Il quadro emerso dagli accertamenti è spietato: "dopo essere stati assunti" tramite un'agenzia interinale con sede a Nuova Delhi dietro il pagamento di circa 500.000 rupie, "sono stati fatti arrivare, attraverso distacco, in Italia per la realizzazione del Consolato americano a Milano, dove venivano sfruttati corrispondendo loro retribuzioni palesemente difformi dalla contrattazione collettiva e notevolmente inferiori alla soglia di povertà".

Picchiato e morto a 16 anni dentro a un peschereccio a Siracusa, condannato lo scafista

AGI - Uno scafista è stato condannato a Siracusa ad una pena di 21 anni per l'uccisione di un 16enne picchiato dentro un barcone e morto per le percosse subite. La condanna è stata emessa dalla Corte di Assise di Appello di Siracusa nei confronti di Mohamed Abdelrazek, cittadino di origine egiziana ritenuto colpevole dell'uccisione di Yassa Atef Kozman Awad, un ragazzo di 16 anni, morto a luglio del 2022 per insufficienza cardiorespiratoria acuta conseguente al politrauma contusivo.

Per lo scafista ribaltata in appello la sentenza di primo grado 

Il 16enne era stato trovato cadavere dentro il gavone di un peschereccio arrivato tra il 27 e 28 luglio del 2022 a Portopalo nel Siracusano, con 114 persone a bordo. È stata ribaltata la sentenza di primo grado: la Corte di Assise di Siracusa non aveva potuto determinare con certezza i responsabili della morte del 16enne e aveva assolto per insufficienza di prove i tre cittadini egiziani imputati.

Il peschereccio era partito dalla Turchia

Il peschereccio era partito dalla Turchia, secondo le prime indagini condotte dalla Procura di Siracusa, e un gruppetto di turchi si sarebbe alternato alla sua guida mentre un gruppo di egiziani avrebbe avuto il compito di gestire acqua e cibo per chi era a bordo.

Le condizioni a bordo

Persone divise per posto e trattamento anche in base al loro credo religioso, chi in coperta e chi in stiva: il 16enne doveva restare sotto coperta, avevano raccontato alcuni in quel processo.

Le violenze e la morte

Per tre giorni rinchiusi, all'ennesima richiesta di un po' di aria, il giovane sarebbe stato percosso, si sarebbe poi trascinato nuovamente sotto coperta per proteggersi, sotto una tavola dove è poi stato trovato cadavere, picchiato anche con un corpo contundente.

Il processo e le condanne

Il sostituto procuratore Salvatore Grillo aveva chiesto all'epoca la condanna a 21 anni per uno dei tre egiziani e 10 anni per gli altri due. Alla sentenza di assoluzione aveva promosso appello. La terza sezione della Corte d'Assise d'Appello di Siracusa, dopo la rinnovazione del dibattimento nel corso della quale sono stati risentiti testi e periti, ha mandato assolti due degli imputati confermando la sentenza di primo grado e condannando invece a 21 anni Mohamed Abdelrazek.

La pubblica accusa aveva richiesto l'assoluzione per tutti. Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni. Il pronunciamento è del 27 maggio.

Meno bionde, più e-cig: l’Italia non si libera della nicotina

AGI - In Italia diminuisce il consumo di sigarette tradizionali, ma la diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e nuove forme di assunzione della nicotina sta frenando il calo complessivo dei consumatori. A preoccupare maggiormente sono i giovani e le donne, categorie nelle quali i nuovi prodotti stanno guadagnando terreno.

E' il quadro che emerge dalle indagini del sistema di sorveglianza Passi e del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanita', presentate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. I dati mostrano che oltre 850mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni e circa 93mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato nell'ultimo mese prodotti contenenti tabacco o nicotina, mentre cresce il fenomeno del policonsumo, cioe' l'utilizzo contemporaneo di piu' prodotti.

Il boom dello svapo tra gli studenti e il primato delle ragazze

Secondo l'Istituto Superiore di Sanita', la sigaretta elettronica e' oggi il prodotto piu' diffuso tra i giovani. Nei primi mesi del 2026 due indagini condotte su oltre 12mila studenti italiani hanno rilevato che il 5,9 per cento degli undicenni e tredicenni e il 37,1 per cento degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni hanno utilizzato nell'ultimo mese almeno un prodotto contenente nicotina o tabacco. In termini assoluti si tratta di circa 93mila ragazzi nella fascia 11-13 anni e di oltre 850mila studenti tra i 14 e i 17 anni.

In entrambe le fasce d'eta' il fenomeno risulta piu' diffuso tra le ragazze. Tra gli studenti delle scuole secondarie di primo grado il consumo riguarda il 6,9 per cento delle ragazze contro il 4,8 per cento dei ragazzi. Nelle scuole superiori le percentuali salgono rispettivamente al 44,2 e al 30,3 per cento.

La sigaretta elettronica si conferma il prodotto piu' utilizzato: ne fa uso il 5,2 per cento degli studenti tra gli 11 e i 13 anni e il 30,8 per cento degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni. Gli esperti segnalano inoltre una crescita dell'uso quotidiano e del policonsumo tra i piu' giovani. Oltre la meta' degli studenti consumatori tra gli 11 e i 13 anni, pari al 51,4 per cento, utilizza infatti contemporaneamente piu' prodotti contenenti nicotina.

In aumento anche la diffusione delle bustine di nicotina. Tra i ragazzi di eta' compresa tra 14 e 17 anni il 9,1 per cento dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, contro l'8,2 per cento del 2025 e il 3,8 per cento del 2024. L'utilizzo negli ultimi trenta giorni riguarda il 3,3 per cento degli studenti, con una prevalenza maggiore tra i maschi.

"Le indagini evidenziano inoltre un'associazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli piu' elevati di ansia e depressione e minore benessere psicologico", sottolinea Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss.

Il trend tra gli adulti: la nicotina frena il calo del fumo

Tra gli adulti il quadro appare piu' articolato. Secondo il sistema di sorveglianza Passi, tra il 2008 e il 2025 il consumo esclusivo di sigarette tradizionali tra i 18 e i 69 anni e' sceso dal 30 al 18 per cento. Tuttavia, considerando anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, la riduzione complessiva dei consumatori di nicotina e' molto piu' limitata, passando dal 30 al 27 per cento.

Un fenomeno particolarmente evidente tra le donne: mentre il consumo esclusivo di sigarette tradizionali e' diminuito dal 25 al 15 per cento, la quota complessiva di donne che utilizzano prodotti contenenti nicotina e' passata soltanto dal 25 al 23 per cento. Una situazione analoga si osserva tra i giovani adulti. Nella fascia tra 18 e 24 anni il consumo esclusivo di sigarette tradizionali e' sceso dal 34 al 14 per cento, ma il consumo complessivo di nicotina e' diminuito solo dal 34 al 31 per cento.

Tra i 25 e i 34 anni il fumo tradizionale e' passato dal 37 al 20 per cento, mentre il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina e' rimasto elevato, scendendo appena dal 37 al 34 per cento. "L'introduzione dei nuovi prodotti di tabacco sul mercato ha di fatto arrestato il trend continuo in discesa del fumo di sigaretta che si andava osservando negli anni precedenti", osserva Maria Masocco, responsabile del sistema di sorveglianza Passi.

Meno Centri Antifumo: l'appello alla prevenzione pubblica

Nel 2025 il Telefono Verde contro il Fumo dell'Iss ha ricevuto circa 3.600 chiamate, provenienti nell'87 per cento dei casi da fumatori intenzionati a smettere o alla ricerca di informazioni sui servizi disponibili. Parallelamente, il censimento nazionale evidenzia una riduzione dei Centri Antifumo attivi sul territorio, passati da 223 a 209 in un anno.

Secondo il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Rocco Bellantone, i dati rendono necessario rafforzare gli interventi di prevenzione e le politiche di sanita' pubblica, soprattutto alla luce della crescente diffusione dei nuovi prodotti contenenti nicotina.

"I risultati confermano la necessita' di rafforzare le strategie di prevenzione e contrasto del consumo di nicotina, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle ragazze", conclude Luisa Mastrobattista del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss.

 

Al teatro Parioli di Roma lo show su Raffaella Carrà per sensibilizzare sulla sclerosi multipla

AGI - Luci accese, coreografie travolgenti e un cast d'eccezione pronto a fare tanto "rumore" contro l'indifferenza e i pregiudizi. Domani, sabato 30 maggio, alle 20, il Teatro Parioli Costanzo di Roma ospiterà la quinta edizione del "Sedotta e Sclerata Show - Carrà Tribute".

Promosso dall'Associazione Libera Civitas in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, lo spettacolo di quest'anno sarà un'esplosione di energia interamente dedicata a Raffaella Carrà, a cinque anni dalla sua scomparsa. L'obiettivo è trasformare l'arte e il varietà in uno straordinario veicolo di inclusione, abbattendo gli stereotipi legati alla disabilità attraverso la musica e la gioia condivisa.

L'udienza con il Papa e il valore sociale del progetto

A dare una spinta emotiva ancora più forte alla vigilia dello show è stato un incontro di immenso prestigio: Ileana Speziale, giornalista, scrittrice e ideatrice del progetto, è stata ricevuta in udienza da Papa Leone. In un clima di profonda vicinanza, il Pontefice ha espresso parole di forte incoraggiamento per l'alto valore sociale e umano della manifestazione, benedicendo una campagna di sensibilizzazione che da anni dà voce a chi combatte contro la malattia.

"Essere ricevuta dal Papa è stato un dono immenso che porta nel mio cuore una nuova forza", ha dichiarato Ileana Speziale. "Il Santo Padre ha accolto con calore il messaggio del nostro show: la disabilità non deve essere un limite all'espressione, all'arte e alla felicità. La mia vita con la sclerosi multipla è una gara in cui le regole cambiano mentre corri, ma quando non sai cosa succederera domani, oggi vivi per scelta, non per abitudine. E sabato saliremo sul palco per fare, come diceva Raffaella, tanto 'rumore'!".

Il cast sul palco del Parioli guidato da Fabio Canino

A guidare la serata sul palco del Parioli sarà Fabio Canino, che timonerà un cast composto da grandi voci e talenti dello spettacolo come Martina Attili, Simona Bencini, Manuela Villa, Daniele Si Nasce, Fabrizio Nardi, Sofia Caselli e le coreografie del corpo di ballo Molinari Art Center, diretto da Giacomo Molinari.

"Il 30 maggio io sarò su quel palco per fare rumore insieme a Ileana", ha promesso Canino. "Ci guarderemo negli occhi e ricorderemo a tutti che il modo migliore per non darla vinta al destino è uno solo: fare sempre e comunque... Fiesta!". Un messaggio condiviso appieno anche dall'Amministratore unico del teatro, Fabrizio Musumeci, che ha ribadito l'orgoglio di ospitare un evento in cui il teatro si fa strumento di ascolto, consapevolezza civile e contrasto a ogni forma di discriminazione. L'appuntamento è per sabato sera: un'occasione unica per emozionarsi, ballare e sostenere una causa fondamentale.

Traffico di droga, estorsioni e armi da guerra: blitz dei Carabinieri a Roma, 7 arresti

AGI - Un'importante operazione antimafia a Roma ha portato allo smantellamento di una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata, sfruttamento della prostituzione e detenzione illegale di armi.

Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 7 persone, emessa dal GIP su richiesta della locale Dda della Procura della Repubblica. L'indagine, supportata da intercettazioni e dall'analisi di chat criptate, ha rivelato la presenza di un sodalizio con legami di altissimo livello con i cartelli del Sud America e albanesi, oltre che con le cosche calabresi.

Il network internazionale del narcotraffico a Roma

L'inchiesta ha messo in luce la capacità dei due pregiudicati romani al vertice della banda di gestire centinaia di chili di stupefacente. In un solo caso è stato accertato il possesso di 500 kg di hashish e ingenti partite di cocaina purissima, in parte nascoste nei magazzini condominiali. I canali di approvvigionamento erano diretti: importazione via aerea dal Sud America, contatti continui con potenti cartelli albanesi attivi nel Nord Italia e alleanze strategiche con la criminalità organizzata romana e la 'ndrangheta.

Violenze, torture e sfruttamento della prostituzione

Il gruppo criminale operava con assoluta spregiudicatezza, ricorrendo a una violenza inaudita per il controllo del territorio e il recupero dei crediti. Per un debito di 20.000 euro, i capi hanno ordinato il pestaggio a sangue di un collaboratore, ridotto in fin di vita con gravi lesioni al viso e la perforazione di un polmone.

Inoltre, i vertici dell'organizzazione sfruttavano una donna affetta da tossicodipendenza: le era stato messo a disposizione un appartamento per costringerla a prostituirsi, obbligandola a versare quasi tutti i guadagni nelle casse del clan tramite ricariche Postepay, mentre i complici incassavano una quota fissa per ogni cliente.

Il sequestro di armi da guerra e i beni bloccati

Oltre al sequestro di una pistola a tamburo calibro 22, i Carabinieri hanno scoperto tramite le chat criptate che i vertici pianificavano l'acquisto di armi da guerra, tra cui fucili d'assalto M4 con cannocchiale e fucili a pompa, destinati ad agguati contro i clan rivali.

Durante le perquisizioni di stamane, i militari hanno arrestato altre due persone trovate in possesso di armi e cocaina. Contestualmente, il Nucleo Investigativo sta eseguendo il sequestro preventivo di beni a carico della famiglia di uno dei promotori, bloccando auto, moto, quote societarie e carte prepagate utilizzate per riciclare i profitti illeciti.