
Un team di ricerca italiano guidato da scienziati dell'Aeronautica Militare, del Policlinico e dell'Università degli Studi di Milano ha scoperto che bassi livelli di una molecola chiamata sfingosina-1-fosfato sono predittivi della forma severa della COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il biomarcatore, rilevabile con un esame del sangue, può essere utile per stratificare i pazienti e potrebbe rappresentare un bersaglio terapeutico per migliorare la prognosi.
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