
Prelievi ingenti, anche da 50mila euro in una volta sola. Questo il nuovo fronte delle indagini che riguardano Alberto Genovese, l'imprenditore digitale finito in carcere con l'accusa di aver drogato e stuprato una ragazza di 18 anni durante uno dei party organizzati nel suo lussuoso attico a Milano. I magistrati vogliono fare luce sulle operazioni finanziarie di Genovese e capire a cosa servissero i soldi.
Continua a leggere
