
Lo indica uno studio pubblicato su Nature dal team di ricercatori della Rockefeller University di New York. Nonostante il livello di anticorpi cali nel tempo, alcune cellule immunitarie, chiamate linfociti B della memoria, continuano a proliferare e sono in grado di montare una risposta rapida ed efficace in caso di riesposizione al virus, neutralizzando anche le varianti mutate.
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