Comune nel Torinese mette in dubbio Olocausto per la libertà di parola (che però non c’entra nulla)


"Alcuni Paesi, anche in virtù di questo revisionismo storico, hanno approvato leggi che puniscono come reato la negazione dell'olocausto, ponendo, di fatto, una singolare eccezione alla libertà di parola e di stampa": si conclude così un avviso pubblicato sul sito di un Comune nel Torinese. Che, proprio in occasione della Giornata della memoria, ha messo in dubbio l'Olocausto parlando di "tesi storiche tradizionaliste dominanti" e "teorie revisioniste", mettendoci in mezzo pure la libertà di parola.
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