Regeni non era una spia: cosa dicono gli ultimi messaggi che Giulio ha mandato a un amico


Uno scambio di messaggi attraverso Facebook avvenuto tra Giulio Regeni e un suo amico evidenzia i timori del ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. "L’Egitto è in uno stato difficile in questo momento", scriveva dall'Inghilterra qualche settimana prima della sua partenza per il Cairo dove avrebbe svolto delle ricerche per la tesi sul ruolo dei sindacati nel Paese, tema per il quale temeva al massimo di essere espulso e non ucciso.
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