Caso Trentini, per i giudici il suicidio assistito era lecito: “Vita era diventata solo sofferenza”


Il suicidio assistito era lecito, "perché frutto dell'autodeterminazione del malato a congedarsi da una esistenza che era ormai solamente indicibile sofferenza". È quanto si legge nelle motivazioni, pubblicate ieri, della sentenza con cui lo scorso aprile sono stati assolti Marco Cappato e Mina Welby, che avevano accompagnato Davide Trentini, il 53enne malato di sclerosi multipla, in una clinica svizzera dove era morto tramite suicidio assistito.
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