In Afghanistan è iniziata la caccia alle donne, Pangea: “Sono il primo nemico per i Talebani”


Le donne sono il primo nemico di Talebani e per questo vanno protette. A dirlo è la onlus milanese Pangea che opera sul territorio con 20 attiviste che la notte della presa di Kabul da parte dei Mujaheddin hanno bruciato centinaia di documenti con i dati sensibili di chi ora rischia la vita in Afghanistan. "Ci viene la pelle d'oca ogni volta che leggiamo messaggi che ci arrivano dall'Afghanistan - spiega a Fanpage Luca Lo Presti, il presidente di Pangea - persone uccise o perseguitate, porte abbattute per sequestrare le donne che ci sono dentro". L'obiettivo è aiutare chi è rimasto a sopravvivere e portare in Italia attiviste e famiglie afgane.
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