
Dopo un’infanzia segnata da un nome “originale” che la obbligava a spiegarsi di continuo, un'editor australiana ha raccontato perché ha deciso di dare ai propri figli nomi corti e comuni, invitando i genitori a non cedere alla pressione di essere creativi a tutti i costi: "I nomi unici sono belli, ma non bisogna sentirsi in competizione con gli altri".
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