In uno degli ascensori della sede Rai in via Teulada è apparsa la scritta «Vespa infame». Un appellativo pesante, quello rivolto al giornalista Bruno Vespa, storico conduttore di Porta a Porta, che all’Ansa ha commentato: «Sono sinceramente colpito dalla trasversalità dei messaggi solidali. Ringrazio le istituzioni, i colleghi, le persone comuni che mi sono vicini. In 56 anni di televisione non è certo la prima volta che ricevo minacce. Mi dispiace che questa volta vengano da quella che considero la mia casa. Ma ci vuole altro per intimidirmi». L’episodio è stato anche denunciato alle forze dell’ordine che stanno cercando di risalire ai responsabili.
Lo scontro tra Bruno Vespa e La Piccirella
Ma perché la scritta? Secondo la ricostruzione di Repubblica, non è un caso che sia apparsa dopo le polemiche che hanno coinvolto Vespa per lo scontro con l’attivista Tony La Piccirella. Durante Porta a Porta su Rai 1, dopo un alterco con l’ospite in collegamento dalla barca Alma, fante parte della Flotilla, il giornalista ha affermato: «Non ve ne fotte niente di dare aiuti alle persone».
Da Unirai solidarietà a Bruno Vespa
Intanto dopo la frase offensiva nei suoi confronti, il sindacato Unirai ha espresso «ferma condanna per l’episodio. Un gesto intollerabile e vile, che nulla ha a che fare con il confronto di idee e con il rispetto che deve contraddistinguere un ambiente come quello della Rai». Tra i tanti messaggi a sostegno di Vespa anche quello di Simona Agnes: «Da decenni è un punto di riferimento. Incarna i valori del Servizio pubblico. Offendere lui significa offendere la Rai».
