I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno

Roberto Occhiuto ha stravinto, senza difficoltà, le elezioni regionali in Calabria contro il pentastellato Pasquale Tridico, aprendo tra l’altro l’ennesima crisi nel campo largo del centrosinistra. Ma chi ha portato più voti al rieletto governatore di Forza Italia? A Roma si è scatenata una guerra tra quelli che lo hanno aiutato maggiormente: curiosamente si tratta di una battaglia tra ex sindacalisti. Da una parte c’è Luigi Sbarra, ex numero uno della Cisl, approdato nel governo di Giorgia Meloni come sottosegretario al Sud, e calabrese di nascita.

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
Luigi Sbarra (foto Imagoeconomica).

«Congratulazioni e buon lavoro a Occhiuto. I calabresi hanno scelto la continuità di un’azione di governo regionale centrata su crescita economica e occupazionale, serietà e pragmatismo», ha commentato in una nota, aggiungendo: «La Calabria e il Mezzogiorno sono al centro delle politiche di rilancio e sviluppo del governo Meloni e continueranno a essere una grande priorità strategica come dimostrano tutti gli indicatori economici e sociali oggi di segno positivo».

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I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno

Dall’altra c’è Claudio Durigon, leghista nato a Latina, anche lui proveniente dal sindacato, l’Ugl, e sottosegretario al Lavoro che viene indicato come il motore della campagna elettorale per Occhiuto tra i fedelissimi di Matteo Salvini nella regione meridionale. Il Carroccio non è andato male in Calabria, soprattutto se confrontato con la precedente tornata regionale, quella del 2021: stavolta ha preso il 9,4 per cento, quattro anni fa ottenne l’8,3.

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Claudio Durigon (foto Imagoeconomica).

Chi sarà stato dunque il vero portatore di voti? Se la Cisl è sempre stata un serbatoio elettorale centrista, i leghisti in Calabria sono radicati, con Salvini che alle Politiche del 2018 è stato eletto senatore proprio nella circoscrizione della Calabria (ma non è riuscito a fare il bis nella stessa regione, dove era capolista al Senato, nel 2022). Il fatto curioso è che Occhiuto fa parte di Forza Italia, mentre Sbarra viene definito come «collegato a Fratelli d’Italia», e l’altro è un leghista. Forse il più grande impegno è stato quello di portare alle urne i calabresi nel mese di ottobre? Un vecchio conoscitore delle dinamiche del pubblico impiego spiega con saggezza cosa accade in quelle zone: «Sono tanti i dipendenti pubblici che dalla Calabria si sono spostati per lavoro in altre regioni italiane, e in particolare al Nord, specie tra gli insegnanti e gli ospedalieri, restando però come residenti nell’amata terra d’origine». E quelli sono voti importanti, specie quando si parla di elezioni regionali e comunali, in Calabria.

Quel papista di La Russa

Fermi tutti! Avete letto della statua dedicata a papa Giovanni Paolo II, firmata da Oliviero Rainaldi, imbrattata nella romana piazza dei Cinquecento durante le manifestazioni pro-Pal? Nel pomeriggio di martedì 7 ottobre l’agenda del presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, indica una visita al luogo oggetto dell’atto sacrilego. La Russa «rende omaggio alla statua», si legge nell’elenco degli impegni del numero uno di Palazzo Madama. Battendo così tutti gli altri vertici istituzionali. La scritta apposta dai manifestanti indicava papa Wojtyla come “fascista”…

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La statua di papa Giovanni Paolo II nei pressi della stazione Termini a Roma imbrattata con la scritta “fascista di m…” e il simbolo della falce e martello (foto Ansa).

Cinecittà quotata in Borsa?

A Roma è stato aperto il Mia, il mercato dell’audiovisivo, con il quartier generale a piazza Barberini. I protagonisti del cinema sono tutti lì, impegnati a parlare di tax credit. Di straordinario interesse le riviste che circolano tra gli addetti ai lavori, con tanto di interviste ai big, come quella a Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà. Ecco una domanda, tra le altre. «Crede che in futuro si possa riconsiderare una quotazione di Cinecittà in Borsa?». Risposta da incorniciare: «Non è previsto nel mio piano industriale, in ogni caso non c’è nessuna preclusione da parte mia». Chissà cosa ne pensano nelle stanze del ministero della Cultura

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L’ad di Cinecittà Manuela Cacciamani e Alessandro Giuli, ministro della Cultura (foto Imagoeconomica).

David di Donatello, per fare i giurati si pagherà

Il giurato, in genere, viene pagato: rimborsi spese vari per alloggi, taxi, pranzi e cene, e poi i gettoni di presenza per le riunioni. Adesso scatta la novità: il giurato deve pagare. È la rivoluzione adottata da Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano, per il premio David di Donatello, che prevede l’introduzione di una “quota di adesione alla giuria”, per una cifra pari a 90 euro. Secondo i soliti bene informati, si tratta di un incentivo a uscire dalla giuria, perché molti appena hanno sentito la notizia dell’obolo da versare al premio vogliono essere tolti al più presto dall’elenco dei giurati pur di non aprire il portafogli, e, commenta qualcuno, «così resteranno solo quelli che hanno importanti interessi da difendere. I giurati abbienti continueranno a far parte del gruppo che decide tutto…».

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Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano (foto Imagoeconomica).