La Toscana, dove ha appena rivinto Eugenelly Giani, non è la certificazione della riuscita del progetto politico altrimenti noto come campo largo. Non ancora, quantomeno. Anche perché il CL adesso dovrà confrontarsi con l’onere della prova di governo, che è altra cosa. Non è per il momento chiaro che cosa tenga insieme Pd e M5s, Avs e Casa Riformista, al di là di un antimelonismo di maniera.

Ora gli alleati reclamano spazi in Giunta
Al centrosinistra d’altronde manca, a livello nazionale, tutto ciò che ha il destra centro: una leadership riconosciuta, collante della coalizione ed elemento di stabilizzazione delle pulsioni identitarie dei singoli partiti. Che poi è il ruolo di Giani in Regione, dove si trova una maggioranza con il Pd indebolito nei numeri (passa da 22 consiglieri del 2020 a 15) e accerchiato dagli alleati (3 di Avs, 2 del M5S, 4 della lista Eugenio Giani Presidente Casa Riformista), che adesso reclamano spazi in Giunta. Dei 15 eletti del Pd, 7 sono riformisti (Filippo Boni, Brenda Barnini, Leonardo Marras, Mario Puppa, Antonio Mazzeo, Bernard Dika, Matteo Biffoni), 7 sono schleiniani (Serena Spinelli, Alessandro Franchi, Gianni Lorenzetti, Alessandra Nardini, Simone Bezzini) uno è vicino a Dario Nardella (Andrea Vannucci).

La lotta per le poltrone (non per i gianiani di ferro)
Venerdì pomeriggio il neo vecchio presidente festeggerà la vittoria al Teatro Puccini di Firenze. Intorno a lui ci saranno un bel po’ di aspiranti assessori, visto che Giani ama promettere un ruolo a tutti: «Ti vedrei bene come…». Il problema è che le terga sono troppe per le seggiole a disposizione, sicché gli scontenti non mancheranno. Non, tuttavia, tra i gianiani di ferro, che stanno conquistando spazi notevoli. Bernard Dika, 27 anni, finora portavoce del presidente, si è candidato nel collegio di Pistoia e ha preso 14.282 voti, il secondo più votato (prima di lui c’è Matteo Biffoni, ex sindaco di Prato, con 22.155 preferenze). Cristina Manetti, giornalista, fin qui capo gabinetto di Giani, presidente del Museo Casa di Dante e ideatrice della “Toscana delle donne” potrebbe sbarcare in Giunta (forse con una delega alla Cultura). Agli altri, invece, toccherà la lotta nel fango.

Il Cencelli geografico e politico del governatore
Non è detto infatti che Giani privilegi il criterio in base al quale chi ha preso più voti entra in Giunta. Se fosse così, Biffoni avrebbe diritto a un posto di peso. Di nomi, comunque, ne girano parecchi in questi giorni. Alcuni più probabili di altri. D’altronde è tutta una questione geografica – il campanilismo toscano non ammette errori – e politica, nel senso di equilibrio tra le correnti e tra i partiti. Come non accontentare d’altronde Avs, che porta in dote al campo largo il 7,01 e ha da spendere almeno il nome di Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, capo di Sinistra Italiana in Toscana, inventore del boicottaggio – poi copiato da altri – dei prodotti israeliani nelle farmacie comunali. Come non accontentare il M5s, che “forte” del suo 4,34 per cento governerà la Toscana con i voti del Pd. La coordinatrice Irene Galletti avrà bisogno di un posto in Giunta. Così come Stefania Saccardi, volto gentile del renzismo, per conto di Casa Riformista.

Funaro alle prese con la crisi del Pd fiorentino
Ma particolare attenzione dovrà essere dedicata da Giani anche a quel che sta accadendo nel Pd. Soprattutto nel Pd fiorentino, che è riuscito a far eleggere un solo consigliere regionale, vantando il peggior risultato di tutti i collegi toscani: 27,76 per cento. Al punto tale che anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha ammesso che qualcosa non va: «Su Firenze rispetto alle Comunali abbiamo perso il 3 per cento come Pd, questo ci porta a una riflessione, a un’analisi più approfondita, consapevoli che ci sono dei temi in città da affrontare. Avvieremo questa riflessione nei prossimi giorni e poi prenderemo le decisioni e le scelte politiche che ne conseguono». In città, ha detto ancora la sindaca, «sappiamo benissimo che ci sono problematiche, a partire dai cantieri, la sicurezza e tante altre questioni ma sono abituata a guardare, analizzare, approfondire e prendere le decisioni conseguenti». Forse volerà qualche cenciata nel Pd fiorentino nelle prossime settimane.

