C’era grande attesa per l’arrivo della ministra Eugenia Roccella, nel pomeriggio di venerdì a Roma alla mega riunione della Fondazione Bellisario. Dopo le polemiche sulle sue contestatissime dichiarazioni in tema di viaggi ad Auschwitz (e non solo) è proprio Roccella la prima protagonista di “Donna Economia & Potere”, due giornate nelle corsie sistine di Santo Spirito. Alla corte di Lella Golfo sono state chiamare la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, la ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta, la segretaria Cisl Daniela Fumarola, la presidente Aidaf Cristina Bombassei, la presidente di Poste Italiane Silvia Rovere, la presidente Bnl Bnp Paribas Claudia Cattani, la presidente de Il Sole 24 Ore Maria Carmela Colaiacovo, la direttrice dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme. E i maschi? Presente il presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena Nicola Maione, il presidente Aifi Innocenzo Cipolletta, l’economista Carlo Cottarelli, lo scienziato Giulio Maira, lo “stratega” della Sda Bocconi School of Management Carlo Alberto Carnevale Maffè. E nella giornata di sabato tutta l’area sarà invasa dai partecipanti del “Giubileo dei rom, sinti e caminanti”, un grande evento al quale papa Leone XIV tiene particolarmente, con quasi 5 mila partecipanti attesi.
Monica Maggioni a Torino tra Crosetto e Orsini. Con La Stampa sullo sfondo…
A Torino non va in scena solo il Congresso nazionale forense: nella mattinata di venerdì 17 ottobre c’è stata anche l’assemblea pubblica dell’Unione industriali, con un programma molto ricco. Dopo i saluti istituzionali di Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a seguire è toccato alla relazione di Marco Gay, presidente Unione Industriali Torino, con le presenze di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e di Stefano Lo Russo, sindaco di Torino. Per non parlare di Guido Crosetto, ministro della Difesa, e Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Ma chi c’era a introdurre e intervistare Emanuele Orsini, il presidente di Confindustria? Monica Maggioni, “giornalista e Anchor Rai”. Qualcuno sotto la Mole parla proprio della presenza in città di Maggioni, indicandola come la «candidata perfetta a guidare il quotidiano La Stampa, con la nuova proprietà». L’attuale direttore Andrea Malaguti – l’unico ad aver tenuto alto l’onore della categoria giornalistica durante il delirante convegno al Cnel su Israele e antisemitismo – non sarà certo d’accordo.

Il nuovo Mortadella? È Casini
Fermi tutti: Pier Ferdinando Casini, con la scusa di pubblicizzare i prodotti di Bologna e dintorni, si è fatto immortalare con una splendida mortadella tra le mani. Forse vuole essere lui l’erede di Romano Prodi detto “il Mortadella”? Peccato che il soprannome del Professore non avesse nulla a che vedere con qualche posa culinaria, ma solo con una riuscita imitazione di Corrado Guzzanti e col successivo carico da novanta di Striscia la notizia che lo trasformò in tormentone…
Tutti a pranzo con Soumahoro
A Montecitorio per un convegno, poi tutti a pranzo con Aboubakar Soumahoro. Nella giornata di giovedì 16 ottobre la Camera dei Deputati ha allestito, nella sala della Regina, un lungo incontro intitolato “Diritto di restare e di rientro: opportunità per Italia e Africa”, con una lista di invitati che vedeva come protagonisti Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati, Letsie III, re del Lesotho, Fortune Zaphaniah Charumbira, presidente del Parlamento Panafricano, e appunto Soumahoro, parlamentare finito nei guai giudiziari negli anni scorsi – e per questo fuoriuscito dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra per confluire nel Misto – nonché promotore del forum. Poi ecco Federico Freni, sottosegretario alle Finanze e all’Economia, l’ambasciatore Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei ministri e coordinatore struttura Piano Mattei, Khaled Al-Mabrouk Abdullah, ministro delle Finanze della Libia, Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, Maurizio Valfrè, direttore generale Banca Ubae, Antonio Maria Rinaldi, presidente gruppo Trevi. In mezzo alla giornata, a tavola con Soumahoro, come da programma.

Elly Schlein e Mara Carfagna, la strana coppia
Linda Laura Sabbadini farà parlare Elly Schlein e Mara Carfagna di statistica. Quasi una scommessa: metterle insieme pareva un compito estremamente impegnativo, degno del calcolo della probabilità, con il successo vicinissimo allo zero, ma per presentare il suo libro intitolato Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia il 24 ottobre alla Fondazione Marco Besso, a Roma, a largo Argentina, sono attese proprio Elly e Mara, quella che ai tempi di Silvio Berlusconi e del suo governo venne denominata dal Cavaliere «la ministra più bella del mondo». Davvero una strana coppia. L’argomento è ostico, ossia raccontare l’Istat, con Sabbadini pronta a sottolineare che «i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare. I numeri non sono mai neutrali. Possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni. Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili». Come la politica attuale, che a molti appare indecifrabile…










