La Generazione Z rottama le cene a lume di candela e il galateo. Non è questione di parità, ma di austerità. Quella che è calata sul mondo del dating. Perlomeno per i nati tra la metà degli Anni 90 e il 2012, che considerano l’amore un campo minato e, soprattutto, un lusso che in pochi possono permettersi. Un quadro dipinto da un recente sondaggio di Bank of America. Condotta su oltre 900 giovani statunitensi tra i 18 e i 28 anni, la ricerca parla chiaro: oltre il 50 per cento degli intervistati ha dichiarato di non spendere nemmeno un centesimo al mese per appuntamenti romantici. Chi non rinuncia alla galanteria, poi, non è disposto a svenarsi: il 25 per cento degli uomini e il 30 per cento delle donne investe meno di 100 dollari al mese negli incontri. Budget che, con l’inflazione galloppante, non permette certo chissà quali cene eleganti.

L’appuntamento è un investimento ad alto rischio
«La Gen Z ha scoperto che diventare adulti ha un prezzo. Hanno iniziato a sentire il peso del costo della vita in generale così mangiano meno fuori casa, frequentano i supermercati più economici, ottimizzano il budget», commenta Bank of America. Più della metà degli intervistati ammette di non guadagnare abbastanza per condurre la vita che desidera, mentre il 55 per cento dichiara di non avere risparmi di emergenza sufficienti a coprire tre mesi di spese. Così l’appuntamento è diventato un investimento ad alto rischio e a basso rendimento. E se amore deve essere, il partner deve dimostrarsi economicamente responsabile. Il taglio alle spese frivole è però il segno di una consapevolezza finanziaria che non ci si aspetterebbe dai più giovani. Che mirano a essere indipendenti prima che innamorati. Il sondaggio registra infatti una riduzione di coloro che ricevono aiuto dalla famiglia: nel 2024 erano il 46 per cento. Dodici mesi dopo il 39. In contemporanea sono diminuite anche le somme che i ragazzi chiedono ai genitori: se un anno fa quelli che incassavano almeno 1.000 dollari erano il 32 per cento, oggi sono il 22 per cento.

I single hanno smesso di cercare l’anima gemella
A remare contro l’impegno sentimentale, però, non è solo il carrello della spesa. E non solo per chi è Zoomer in senso stretto. Lo spiega una ricerca svolta da Rasmussen Reports su oltre 1.200 adulti americani. La metà dei single coinvolti ammette di non essere affatto alla ricerca di un partner. Il 37 per cento degli under 30 non è interessato a investire tempo negli appuntamenti. Alla base di questa carestia sentimentale ci sarebbero tanta disillusione e una profonda insicurezza emotiva. Esasperati dal ghosting, dai segnali confusi e dalle infinite situationship (quelle relazioni romantiche o sessuali che vivono nel limbo tra l’amicizia e una relazione di coppia seria), non cercano più il finale da favola, anche perché principi azzurri e principesse non rispondono mai ai messaggi. «Siamo single perché cerchiamo un amore Anni 90 in un’epoca diversa. Vogliamo musica lenta, biglietti scritti a mano e chiamate sul numero fisso. Non messaggi del tipo ‘cosa fai’ seguiti da otto ore di silenzio», spiega in un video virale su TikTok un content creator. Anche le app di dating hanno perso l’appeal che avevano all’inizio. Solo il 33 per cento degli intervistati dichiara di averne provata almeno una. Un terzo di chi lo ha fatto ha deciso di uscirne definitivamente. «Non si sentono a loro agio a parlare con persone che non abbiano già conosciuto nel mondo reale. Le applicazioni sono percepite come alienanti e fonte di troppe delusioni», ha spiegato al New York Post la professoressa di linguistica Deborah Tannen.

Andiamo verso un’epidemia di solitudine?
Il rischio è che si piombi in un’epidemia di solitudine. I dati di uno studio pubblicato nel 2024 da GlobalWebIndex parlano chiaro: l’80 per cento degli intervistati della Generazione Z ha infatti confessato di essersi sentito solo. Una percentuale disarmante se confrontata con le altre fasce di età prese in esame. Basti pensare che tra i Baby Boomer (i nati tra il 1946 e il 1964) solo il 45 per cento ha ammesso di aver provato la stessa sensazione. La psicologa Jean Twenge, autrice del libro Generations, ha spiegato al New York Post che i più giovani tendono a «percepire gli appuntamenti come un rischio». Questo ha portato a un declino graduale ma continuo: «Nel 2000, l’80 per cento degli studenti delle scuole superiori Usa aveva avuto almeno un appuntamento nell’anno precedente. Nel 2023 la percentuale è crollata fino al 45 per cento». Che si tratti di una mossa strategica per risparmiare o di uno scudo emotivo dalle delusioni, la Gen Z sembra aver alzato bandiera bianca. L’amore ai tempi dell’inflazione e del ghosting ha un prezzo troppo alto. Meglio spegnere il telefono e fare cassa.
