Dracula, una storia che non ci stanchiamo mai di sentirci raccontare

Ci sono storie che non ci stanchiamo mai di sentirci raccontare. Conosciamo benissimo la trama, tutto ciò che accadrà, chi vince, chi perde, chi vive, chi muore. Eppure… Un po’ si cade nel rito, nella tradizione, tipo Una poltrona per due su Italia 1 sotto le feste di Natale; un po’ per l’eterna seduzione che certe trame sono capaci di suscitare nei secoli. Ci sono state, ad esempio, riproposizioni a raffica di Cenerentola, Biancaneve, Pinocchio, Napoleone o Gesù di Nazareth in film, serie tv o animazione.

Dracula, una storia che non ci stanchiamo mai di sentirci raccontare
(foto di Clement Falize via Unsplash).

La moltiplicazione dei Dracula

Ma il signor Bram Stoker mai avrebbe immaginato che il suo romanzo Dracula, uscito nel 1897, fosse utilizzato in non meno di 150 tra lungometraggi e serialità dal 1921 a oggi. Per non parlare, poi, delle altre decine e decine di prodotti legati comunque ai vampiri più genericamente considerati. Un diluvio che non si ferma, perché immortalità, fascino e terrore, contagio attraverso il morso, aldilà e pure amore eterno (in realtà introdotto nel mondo di Dracula solo a partire dal film di Francis Ford Coppola del 1992) sono ingredienti evidentemente irresistibili e mai scalfiti col passare delle mode e delle generazioni. Nel gennaio 2025 è arrivata in sala la pellicola Nosferatu di Robert Eggers. E il prossimo 29 ottobre esce Dracula-L’amore perduto, di Luc Besson, distribuito da Lucky Red.

Il vampiro e l’eterno conflitto tra vita e morte

Una storia, quella di Dracula, che come detto si è arricchita di elementi nuovi nel corso del tempo: Dracula che si riduce in cenere alla luce del sole, Dracula che riconosce in Mina (fidanzata dell’avvocato Jonayhan Harcker interpretato da Keneau Reeves nel film di Coppola) la reincarnazione del suo grande amore perduto e strugge nel sentimento, l’estetica seduttiva di Dracula stesso (Gary Oldman su tutti) sono ingredienti aggiunti di volta in volta, che mancano nel romanzo di Stoker, ma che allineano Dracula al sentire del tempo, dagli Anni 20 agli Anni 70, dai 90 al 2025. Il vampiro incarna l’eterno conflitto tra vita e morte, l’eternità che però costa una esistenza solitaria, il desiderio che tuttavia si sublima nella dannazione del soggetto desiderato, l’attitudine a succhiare energia dagli altri («succhiare il midollo della vita», c’era anche ne L’attimo fuggente), in una fame che però è autodistruttiva. E, come detto, c’è anche quel lato sensuale ed erotico che, forse abbassando un po’ il livello del ragionamento, fa tornare alla mente la frase del film Il grande freddo in cui uno dei protagonisti afferma: «Io credo nella vecchia teoria che tutti fanno tutto con il fine di scopare».

La scommessa di Besson, maestro di capolavori e blockbuster

Il nuovo film Dracula-L’amore perduto ricalca abbastanza il Dracula di Coppola: per interpretare il vampiro, Luc Besson ha chiamato Caleb Landry Jones, con cui aveva già lavorato nel bellissimo Dogman del 2023. Il ruolo di Mina è invece di Zoe Bleu, affascinante figlia 31enne di Rosanna Arquette.  La scelta di affidare il nuovo Dracula a un regista come Luc Besson non è banale. Magari in molti ricorderanno i suoi capolavori Subway (1985), Nikita (1990) o Leon (1994). Ma in realtà il 66enne parigino ha nel suo curriculum pure numerosi blockbuster che hanno sbancato al botteghino: Il quinto elemento (1997) con incassi per 264 milioni di dollari; Giovanna d’Arco (1999) a quota 70 milioni; la saga di animazione di Arthur (il primo capitolo del 2006 ha incassato 110 milioni di dollari); The family (2013) con 80 milioni di dollari; Lucy (2014) con addirittura 470 milioni di dollari; Valerian (2017) con 226 milioni di dollari al botteghino. 

Dracula, una storia che non ci stanchiamo mai di sentirci raccontare
Luc Besson (Ansa).

Il lato vampiresco della vita privata del regista

E c’è pure qualcosa di vampiresco nella vita privata del regista: nel 1986, quando ha 27 anni, sposa Anne Parillaud (l’attrice di Nikita) che ne ha appena 19; conosce poi Maiwenn Le Besco quando è una bambina di 12 anni, e a 15 anni inizia a frequentarla piuttosto assiduamente al punto che nel 1992, quando la ragazzina ha appena 16 anni, la sposa e ci fa subito una figlia. Maiwenn racconterà anni dopo che la trama di Leon (il film con protagonisti un adulto Jean Reno e una Natalie Portman bambina) in sostanza ricalca la sua storia d’amore con Besson; l’irrequieto Besson, peraltro, nel 1998 sposerà la 23enne attrice e modella Milla Jovovich, per poi divorziare l’anno dopo e accasarsi nel 2004 con la produttrice Virginie Silla. Non senza una serie di scappatelle che, all’esplosione del me too negli anni successivi, gli sono costate anche qualche polemica pubblica.