Amazon si prepara al più grande taglio della sua storia: nel tentativo di ridurre i costi e compensare le assunzioni eccessive del periodo del Covid, che aveva visto un boom degli acquisti online, il colosso di Seattle è infatti pronto a licenziare fino a 30 mila dipendenti diretti. Le prime lettere partiranno oggi, altre a inizio 2026 dopo il periodo natalizio. Appena qualche mese fa, il ceo Andy Jassy aveva avvertito che gli impiegati avrebbero potuto essere sostituiti dall’intelligenza artificiale. Più di recente, documenti interni visionati dal New York Times hanno svelato un piano per automatizzare fino al 75 per cento delle operazioni negli Stati Uniti.

Entro il 2027 Amazon potrebbe arrivare a tagliare 160 mila posti di lavoro
I licenziamenti, destinati a colpire circa il 10 per cento dei suoi 350 mila dipendenti aziendali, riguarderanno una piccola parte dell’ampia forza lavoro globale di Amazon, composta da 1,55 milioni di lavoratori. I primi tagli riguarderanno gli impiegati negli uffici, tra risorse umane, pubblicità e gestione. Poi toccherà al personale utilizzato nei magazzini. Come detto, si tratterà del più grande taglio nella storia dell’azienda fondata da Jeff Bezos: tra le fine del 2022 e l’inizio del 2023 la ‘scure’ dei licenziamenti si era abbattuta su 27 mila lavoratori. Secondo il Nyt, entro il 2027 Amazon potrebbe arrivare a tagliare 160 mila posti di lavoro.

