È morto James Senese, padre del Neapolitan Power

Musica in lutto. È morto a 80 anni James Senese, celebre sassofonista e padre del Neapolitan Power. L’artista è deceduto all’ospedale Cardarelli, dove già alla fine di settembre era stato ricoverato per un’infezione polmonare che ha aggravato un quadro clinico già complesso. «Non bastano le parole per un dolore così grande, ma solo un grazie», ha scritto su Instagram Enzo Avitabile, suo amico di una vita e tra i primi a dare notizia della scomparsa. «Per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre».

Chi era James Senese, dai Napoli Centrale a Pino Daniele

Nato Gaetano Senese il 6 gennaio 1945 al Parco Ice-Snei di Miano, James Senese era figlio di Anna, una ragazza locale, e un soldato afroamericano della Carolina del Nord, sbarcato a Salerno durante la Seconda guerra mondiale e che, due anni dopo la sua nascita, abbandonò la famiglia per tornare oltreoceano. A crescerlo, tra Capodimonte e Secondigliano dove ha vissuto per tutta la vita, fu quindi anche il nonno materno, che lo aiutò a superare ogni difficoltà: «Jè, nun dà retta. Tu sì speciale». Per dimostrare quella specialità, scelse il sax, regalatole dalla madre per la sua passione per la musica di John Coltrane. Influenzato dalle origini a stelle e strisce, si appassionò al blues, al funk e al jazz, prima di dare vita a un vero e proprio movimento, il Neapolitan Power.

È morto James Senese, padre del Neapolitan Power
Il sassofonista James Senese (Ansa).

Negli Anni 60, con gli amici fraterni Mario Musella e Franco Del Prete, nacquero gli Showmen dalla forte impronta rhythm and blues e soul. Il decennio successivo, invece, ecco il jazz rock dei Napoli Centrale, gruppo divenuto di culto per gli appassionati del genere grazie alla sua capacità di fondere il rock e il soul con le sonorità popolari della città partenopea. «Abbiamo dato voce a chi non l’aveva», ha raccontato al Corriere. «Come nei brani Campagna, che racconta il bracciantato come schiavitù moderna, o ‘A gente ‘e Bucciano, sui migranti». Decisivo soprattutto il suo incontro con Pino Daniele, di cui divenne sassofonista e complice preferito che affiancò durante i primi album della carriera. Indimenticabile il concerto del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito. James Senese suonò con James Brown, che incontrò all’Apollo Theater nel 1997. Di recente ha collaborato anche con Tullio de Piscopo ed Enzo Gragnaniello.

Gli omaggi sui social, dal sindaco di Napoli a Clementino

Tanti i tributi sui social, dai colleghi come Avitabile ai numerosi fan che lo seguivano sin dall’inizio della carriera. «James Senese è stato un artista straordinario, un figlio della Napoli vera, passionale e intrisa di contaminazioni», ha scritto il sindaco Gaetano Manfredi. «È stato un onore averlo protagonista di molte nostre iniziative tra cui il capodanno. Il suo sax risuonerà per sempre, nel nome di Pino Daniele». Tra gli omaggi anche quello di Roberto Saviano, che su Facebook ha citato alcune parole del sassofonista: «Sono il suono di due mondi. Mi chiamavano “’o nir”, e pensavano fosse un insulto. Io l’ho trasformato in orgoglio, in ritmo». «Non ci sono parole, ciao maestro», ha postato invece il rapper Clementino assieme ad alcuni scatti che lo ritraggono sorridente accanto all’artista.

«Con James Senese se ne va uno tra i più importanti interpreti e musicisti di jazz del ventesimo secolo. Rappresentava e portava Napoli nel mondo, con orgoglio», ha postato invece Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. «Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutto il Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di James Senese», si legge sull’account ufficiale dei campioni d’Italia. «Artista esemplare, illustre interprete del Neapolitan power, ha segnato pagine indimenticabili del panorama musicale italiano e mondiale».