A un anno dall’alluvione si è dimesso il presidente della Comunità Valenciana

Carlos Mazón, presidente della Comunità Valenciana, ha annunciato le proprie dimissioni dopo mesi di proteste e pressioni legate alla gestione dell’alluvione che, poco più di un anno fa, avevano provocato la morte di 229 persone nella regione. Esponente del Partito Popolare, Mazón aveva finora resistito alle richieste di lasciare l’incarico, spiegando come «non esista governo al mondo che abbia gli strumenti per alterare, fermare o evitare un episodio di piogge torrenziali che battono record storici di precipitazioni in una data area».

Mazòn: «Non posso più andare avanti»

L’annuncio delle dimissioni è arrivato lunedì 3 novembre, quando Mazón ha dichiarato ai giornalisti: «Non posso più andare avanti», dopo un discorso in cui aveva attaccato la risposta del governo centrale alla crisi. Il presidente uscente non ha chiarito se convocherà elezioni anticipate né se lascerà anche il seggio nell’assemblea regionale, la cui rinuncia comporterebbe la perdita dell’immunità parlamentare. Le tensioni erano culminate pochi giorni prima, durante la cerimonia ufficiale per il primo anniversario dell’alluvione, dove Mazón era stato accolto da urla di «assassino», «codardo» e «dovresti essere in prigione». Nella stessa giornata aveva ammesso che «ci sono state cose che avrebbero dovuto funzionare meglio». Sono tuttora in corso sia un’inchiesta parlamentare sugli eventi del 29 ottobre 2024 sia un’indagine giudiziaria per accertare eventuali responsabilità penali per omicidio colposo e lesioni dovute a negligenza.