Diane Ladd, icona di Hollywood e tre volte candidata agli Oscar, è morta lunedì 3 novembre nella sua abitazione di Ojai, in California. A darne notizia è stata la figlia Laura Dern tramite una nota comunicata da un suo portavoce alla stampa americana. «La mia straordinaria eroina e il mio dono più profondo è deceduta questa mattina con me al suo fianco», ha dichiarato la diva. «È stata la figlia, madre, nonna, attrice, artista e spirito empatico più grande che solo i sogni avrebbero potuto creare. Siamo stati benedetti ad averla. Ora vola con i suoi angeli». Commosso anche il saluto dell’ex marito Bruce Dern, padre di Laura: «Era divertente, intelligente, gentile, ma soprattutto, per me, è stata madre meravigliosa per la nostra incredibile figlia prodigio. E per questo le sarò per sempre grato». Il prossimo 29 novembre avrebbe compiuto 90 anni.

La carriera di Diane Ladd e i lavori con Scorsese e Lynch
Volto indimenticabile del cinema hollywoodiano sin dagli Anni 60, Diane Ladd era nata con il nome di Rose Diane Ladner nel 1935 nel Mississippi da una famiglia di artisti. Sua madre era infatti l’attrice teatrale Mary Lanier, cugina dello scrittore e sceneggiatore Tennessee Williams. Trasferitasi a New York da adolescente, iniziò a carriera come modella e ballerina in un nightclub prima di debuttare sul palcoscenico proprio per uno spettacolo dell’autore americano, Orpheus Descending. Nel 1961, il suo primo lavoro al cinema con Something Wild: già qualche anno prima invece era apparsa in tv con un episodio della serie Anni 50 The Big Story. La fama internazionale arrivò solo nel 1974 grazie a Martin Scorsese, che le assegnò il ruolo della vivace e sboccata cameriera Flo in Alice non abita più qui che le valse la prima di tre nomination agli Oscar e un premio Bafta.
Sempre nel 1974 recitò in Chinatown di Roman Polanski: fu Ida Sessions, una prostituta che si finge un’altra persona per avvicinare il personaggio interpretato da Jack Nicholson, Jack Gittes, sperando di attirarlo nei loschi affari di Los Angeles. Apparsa anche in All Night Long con Barbra Streisand e Gene Hackman, nel 1990 approdò alla corte di David Lynch ottenendo la seconda nomination agli Oscar per Cuore selvaggio grazie alla performance nei panni di Marietta Fortune, psicopatica madre di Lula, interpretata proprio dalla figlia Laura Dern. Nel cast anche Nicolas Cage, Willem Dafoe e Isabella Rossellini. L’anno seguente recitò ancora una volta accanto a Dern in Rosa Scompiglio e i suoi amanti di Martha Coolidge in cui interpreta un’avvocata dell’omonima protagonista: per entrambe le attrici arrivò la candidatura dell’Academy.
Le ultime interpretazioni, da Joy alla serie Enlightened
Negli ultimi anni, Laura Dern e Diane Ladd avevano ancora una volta condiviso lo schermo grazie alla serie Elinghtened – La nuova me, prodotta da HBO e andata in onda dal 2011 al 2013. La prima veste i panni di Amy, una dirigente autodistruttiva che cerca di mettere insieme i cocci della propria vita, mentre la seconda ne interpreta la madre Helen, con cui tuttavia ha una relazione molto complessa. Tra le ultime apparizioni sul grande schermo della diva americana c’è anche Joy, film del 2015 diretto da David O. Russell con Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper. Nel lungometraggio, Ladd è Mimì, la nonna dell’omonima protagonista. Quanto alla vita personale, dopo Bruce Dern la star ha sposato William A. Shea nel 1969, prima di divorziare otto anni dopo. Nel 1999 si era legata in matrimonio a Robert Charles Hunter, deceduto lo scorso luglio.
