L’accoltellamento a Milano e la nostra resa all’imponderabilità del destino

La donna accoltellata a Milano è viva. Per pochi centimetri, per un colpo che ha sviato dal suo percorso letale. E la mente torna ad altri due episodi di cronaca del 2024: quello della turista padovana uccisa da una statuina caduta da un balcone nei Quartieri Spagnoli, a Napoli, e l’omicidio di Sharon Verzeni, accoltellata a Terno d’Isola da un uomo che l’aveva scelta a caso. Casi lontani che si parlano, come se la vita e la morte giocassero la stessa partita, tirando a sorte chi resta e chi va. E ogni volta che accade, scatta implacabile la stessa reazione: trovare un colpevole.

L’accoltellamento a Milano e la nostra resa all’imponderabilità del destino
I carabinieri in Piazza Gae Aulenti, a Milano (foto Ansa).

Chi doveva vigilare, chi doveva impedire, chi avrebbe potuto evitare, chi non ha mosso un dito per arginare la proliferazione delle lame. Ci mancherebbe che una società non debba assicurare ai suoi cittadini condizioni di massima sicurezza, ma siamo sicuri che se piazza Gae Aulenti fosse stata presidiata dall’esercito in armi quel proditorio e fulmineo accoltellamento sarebbe stato evitato?

Non sempre l’imprevisto è riducibile a una mancata sorveglianza

Forse crederlo è rassicurante, un modo per ridurre l’imprevisto a una mancata sorveglianza. Ci consola pensare che tutto abbia un responsabile, anche quando non ce l’ha. E che si possa piegare la vita al regolamento che le si vorrebbe imporre. Che essa non sia invece un teatro dell’assurdo che colpisce alcuni e risparmia altri. L’imponderabilità del destino è una verità che ci rifiutiamo di considerare perché non la sappiamo gestire. E così trasformiamo ogni evento in un processo, ogni caso in una colpa, ogni tragedia in un talk show.

La vita non è crudele, non è giusta: semplicemente accade

Ci disturbano le cose che accadono senza motivo. Abbiamo bisogno di un ordine, di una catena di concause, di un perché. Ma la vita non sempre collabora alla comprensione dei fatti, e la morte ancora meno. Non è crudele, non è giusta, semplicemente accade. Si aggira sulla scena del mondo senza giustificarsi. Forse non dovremmo chiedere spiegazioni, ma imparare a conviverci. Non per rassegnazione, ma per misura. Per ricordarci che ogni giorno che finisce bene non è la norma, ma un regalo della fortuna.

L’accoltellamento a Milano e la nostra resa all’imponderabilità del destino
I rilievi dei Carabinieri in Piazza Gae Aulenti, a Milano, dove è stata accoltellata una donna di 43 anni (foto Ansa).

La donna di Milano è viva, le altre due no. È tutto qui. Destini che si sfiorano senza toccarsi, un lancio di dadi che decide per tutti. E noi, come sempre, a cercare un senso dove non c’è, per non ammettere che viviamo sospesi tra una lama che devia di un soffio e una statuina che cade dal cielo proprio nel momento sbagliato.