Almasri arrestato a Tripoli, le reazioni politiche in Italia

La notizia dell’arresto del generale libico Osama Njeem Almasri a Tripoli ha scosso la politica italiana. Il 19 gennaio 2025 l’uomo era stato arrestato in Italia in seguito a un mandato d’arresto della Corte penale internazionale. Il governo poi ha deciso di farlo tornare in Libia, dando il via a non poche polemiche. Le stesse che dopo la notizia del nuovo arresto hanno travolto il governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intercettato dai giornalisti, ha risposto: «Non me ne sto occupando».

Le opposizioni, invece, sono andate all’attacco. La prima è stata la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha affermato: «Le autorità libiche hanno ordinato l’arresto di Almasri, per tortura e omicidio. Lo stesso criminale che Meloni, Nordio e Piantedosi hanno liberato e riaccompagnato a casa con un volo di Stato, dopo che la magistratura e le forze dell’ordine italiane lo avevano fermato nel nostro Paese per il mandato d’arresto della Corte penale internazionale. Evidentemente per la procura in Libia il diritto internazionale non vale “solo fino a un certo punto”, come per il governo italiano. Questa è una figura vergognosa a livello internazionale per cui il governo deve chiedere scusa agli italiani».

Almasri: M5s e Avs contro il governo

Come riportato da Repubblica, anche il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte è intervenuto. Sui social ha scritto: «Che umiliazione per il governo Meloni. Ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico dell’esecutivo? Che vergogna per la nostra immagine. Non è questa l’Italia». Nicola Fratoianni di Avs, invece, ha affermato: «Per torture e abusi ordinato l’arresto di Almasri a Tripoli. Evidentemente sarà consegnato alla Corte penale internazionale. Insomma quello che Nordio, Piantedosi e Mantovano hanno impedito a gennaio, violando la legge, ora accade in Libia. Un po’ di vergogna dalle parti di Palazzo Chigi, no eh?».

E così anche Angelo Bonelli, deputato di Avs: «Il governo Meloni ha protetto un torturatore e stupratore. Oggi la Libia arresta Almasri per torture e omicidi, gli stessi crimini per cui la Corte penale internazionale ne aveva chiesto la cattura. Ma l’Italia lo ha liberato e rimandato a casa con un aereo di Stato. È una vergogna nazionale: Meloni e Nordio hanno ostacolato la giustizia internazionale e coperto un criminale. Questo governo ha tradito i principi di legalità e diritti umani: una vergogna nazionale firmata Meloni».

Renzi: «Il governo ha scelto di liberare Almasri»

Anche Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, ha poi attaccato la premier Giorgia Meloni e l’esecutivo: «Hanno scelto di liberare Almasri e gli hanno pagato un volo di Stato con tutti gli onori, scrivendo una pagina vergognosa nella storia delle istituzioni del nostro Paese. Il governo Meloni è il governo dell’ingiustizia». Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha aggiunto: «Cos’altro deve accadere se non l’arresto in Libia di Almasri con l’accusa di violenze e torture sui detenuti perché Nordio si dimetta?». Anche Francesco Romeo, legale di Lam Magok, vittima di Almasri, ha parlato di «sconcerto per la condotta di Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano che hanno riportato Almasri in Libia».