Mamdani, eroe a sua insaputa dei progressisti nostrani

Zohran Mamdani ha appena vinto le elezioni a New York e già è fonte di ispirazione per la sinistra italiana tutta, pure per quella interregionale. Tutti l’hanno visto arrivare, Mamdani, tant’è che i tweet erano già rodati, pronti, impacchettati, troppo perfetti nei loro cliché. Non c’è nemmeno bisogno di citare gli originali, ché tanto sono tutti uguali: “ah, la sinistra che quando fa la sinistra vince e convince…”. Mamdani, un passato da rapper che riemerge dai social (nel 2017, a 26 anni, pubblicava su Soundcloud Salaam, «a song about being Muslim in America today», una canzone sull’essere musulmani in America oggi), classe 1991, primo musulmano a fare il sindaco di New York, è assurto a eroe del giorno se non della settimana, se non del mese, dei progressisti italiani, già pronti a importare il Modello Numero 4: Giuditta (variante Socialista Democratico) anche dalle nostre parti.

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Mamdani eroe a sua insaputa di chi deve vincere in Campania e Puglia

Ancora una volta insomma la sinistra italiana trionfa per interposto leader; un tempo era Barack Obama, punto di riferimento fortissimo di tutti i progressisti mondiali, quasi più di Giuseppe Conte, oggi tocca a Mamdani caricarsi sulle spalle una responsabilità che non si è preso. Eroe a sua insaputa di chi deve vincere ora in Campania e in Puglia (in Veneto? Non scherziamo) per non dichiarare bancarotta prima del referendum costituzionale sulla Giustizia e prima delle elezioni politiche del 2027.

Mamdani, eroe a sua insaputa dei progressisti nostrani
Giuseppe Conte e il candidato alla presidenza della Regione Campania Roberto Fico (Imagoeconomica).

Un eroe con un limite di prospettiva non indifferente: non potrà mai diventare presidente degli Stati Uniti d’America, perché è nato in Uganda, e se sei nato all’estero non puoi diventare il capo del mondo libero, lo dice la legge. Ma chissenefrega, dicono i neo socialisti democratici di casa nostra già convertiti allo Zorhanesimo, ha vinto uno che propone autobus gratis e affitti calmierati (e bon, sarà interessante vedere come metterà in pratica quanto promesso in campagna elettorale e che fine faranno le ambiguità su Israele che sono emerse in questi mesi, tenuto conto che a New York c’è una folta e divisa comunità ebraica; dettagli). Insomma non possiamo avere Bernie Sanders alla Casa Bianca, ma vuoi mettere uno che ci riscatta tutti, e che finalmente ha vinto qualcosa usando questo TikTok? 

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Zohran Mamdani tra Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders (Imagoeconomica).

Il neo sindaco ora dovrà vedersela con Trump

Jonathan Lemire su The Atlantic ha scritto che «forse nessuno è stato più felice della sua elezione del presidente Donald Trump». Il padre dello sconfitto Andrew Cuomo, Mario, ex governatore di New York, ha affermato: «Si fa campagna elettorale in poesia; si governa in prosa». E Mamdani, ha chiosato The Atlantic, «dovrà presto rinunciare alla sua nobile retorica per il duro lavoro municipale di garantire la sicurezza pubblica, spalare la neve dopo le tempeste e affrontare la crescente disuguaglianza di reddito. I precedenti sindaci di New York, naturalmente, hanno dovuto assumersi questi compiti, ma Mamdani dovrà anche affrontare una sfida unica per lui: una guerra incombente con il presidente degli Stati Uniti, lui stesso newyorkese». Lo scontro non sarà mai elettoralmente diretto (uno nato in Uganda, appunto, l’altro al secondo mandato con molte speculazioni su un per ora impossibile terzo mandato) ma riguarderà i fondi federali: New York deve ricevere nel 2026 7,4 miliardi di dollari, pari al 6,4 per cento della spesa totale. «I fondi federali coprono anche una quota maggiore dei servizi essenziali che la città offre ai suoi residenti più vulnerabili, come l’istruzione, i servizi sociali e gli alloggi», c’è scritto in un’analisi dell’Ufficio del Revisore dei Conti dello Stato di New York. La quota più grande va al dipartimento dell’Istruzione della città, che riceve oltre 2 miliardi di dollari dal governo federale, il 6,2 per cento del budget totale del dipartimento; al secondo posto c’è il dipartimento dei servizi sociali, che ottiene 1,5 miliardi di dollari, pari al 13,3 per cento del proprio budget, dal governo federale.

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Donald Trump (Ansa).

«Turn the volume up» che la sfida adesso è in Italia

Per il neo-sindaco Mamdani, che entrerà in carica il primo gennaio 2026 e lavorerà, adesso, insieme al suo transition team composto di sole donne, non sarà semplice avere a che fare con Trump, soprattutto dopo averlo sfidato apertamente nel suo discorso da vincitore: «So, Donald Trump, since I know you’re watching, I have four words for you: turn the volume up» («so che ci stai guardando, alza il volume»). Alza il volume, Donald, ché ora la sfida di Mamdani si sentirà forte pure in qualche remoto paesino della Campania, della Puglia (e del Veneto).