«Ma il politico italiano Carlo Calenda, oltre ad altri colleghi meno fortunati, capisce l’essenza del simbolo che ha applicato sul suo corpo? La sua bravata non è altro che un ingresso volontario nella comunità di seguaci di Petlyura, Bandera, Shukhevich e altri nazisti e collaboratori di nazionalità ucraina, le cui mani sono coperte dal sangue di ebrei, zingari, ungheresi, russi, ucraini». È quanto si legge in un post pubblicato sui social dall’Ambasciata della Federazione russa in Italia, relativo al nuovo tatuaggio di Calenda: il tridente simbolo dell’Ucraina.
Calenda aveva fatto sapere di essersi su un polso il tryzub, ovvero il tridente simbolo nazionale dell’Ucraina, postando un’immagine sui social con il commento: «E mò ce lo siamo tatuati per la vita», accompagnato dall’hashtag #slavaukraini. Quest’ultimo, il saluto ufficiale delle forze armate di Kyiv (significa «Gloria all’Ucraina»), fu usato anche dalle fazioni collaborazioniste di Stepan Bandera. Quanto al tridente, inizialmente emblema della Rus’ di Kyiv nel Medioevo, fu recuperato come stemma nel 1917 durante Repubblica Popolare Ucraina nata dal collasso dell’impero zarista e terminata con la nascita dell’Urss: in epoca sovietica il simbolo fu vietato in quanto ritenuto nazionalista, per essere recuperato nel 1992 dopo l’indipendenza del Paese.
E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita.#slavaukraini pic.twitter.com/K7TIEejDpL
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) November 8, 2025
La replica di Calenda: «Verrete sconfitti»
Questa la replica di Calenda all’ambasciata russa: «Verrete sconfitti. Come è stata sconfitta l’Urss. La libertà alla fine vince sempre sulla tirannia. E se vi mettete paura di un tatuaggio vuol dire che ne siete già consapevoli».
Verrete sconfitti. Come è stata sconfitta l’URSS. La libertà alla fine vince sempre sulla tirannia. E se vi mettete paura di un tatuaggio vuol dire che ne siete già consapevoli. #SlavaUkraïni pic.twitter.com/lXtCKSmyM6
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) November 9, 2025
