Sul palco di Bari, durante la manifestazione Insieme per la svolta giusta a sostegno del candidato del centrodestra alle regionali pugliesi Luigi Lobuono, Matteo Salvini ha attaccato duramente l’Unione europea e le politiche migratorie. «L’Europa sta permettendo a troppi immigrati, soprattutto islamici, di entrare nel nostro Paese e di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale, economico», ha dichiarato il leader della Lega, aggiungendo che «il problema non è il dio, è pretendere che chi arriva nelle nostre città rispetti la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione e costituzione».
Salvini ha poi proseguito: «Quelli che non sono disposti a farlo, cristianamente e genuinamente fuori dalle palle tornino da dove sono arrivati». Nel suo intervento, il ministro ha anche difeso il lavoro del governo, lodando le riforme del ministro Valditara: «È fondamentale avere scuole libere da ideologie, aumentare gli stipendi in busta paga e che chi insegna ai nostri figli, anziché portare in classe schifezze gender, porti il rispetto delle regole». Dal palco, il leader leghista ha poi rivolto un attacco diretto ad Antonio Decaro, candidato del centrosinistra, dichiarando: «Se uno tradisce chi l’ha portato a far politica, è portato a tradire tutti voi. Non si vota chi tradisce mai, chi tradisce una volta tradisce per sempre».
Meloni: «Non ci sono risultati già scritti in partenza»
A chiudere la manifestazione è stata la premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato la stabilità e i risultati del suo governo: «Mettetevi l’anima in pace, la Meloni arriverà a fine legislatura e poi chiederà agli italiani di essere giudicata sul complesso di ciò che ha fatto. La Meloni a casa ce la possono mandare solo gli italiani, una cosa a cui la sinistra non è abituata, la democrazia». La presidente del Consiglio ha poi ricordato la crescita di Fratelli d’Italia nei consensi: «Dicevano che Fratelli d’Italia non poteva raggiungere il 5 per cento dei consensi, ma nell’ultimo sondaggio Fdi era stimato al 31,4 per cento dei consensi, il livello più alto di sempre dopo tre anni di governo». Meloni ha concluso sottolineando la continuità e la determinazione dell’esecutivo: «Non ci sono risultati già scritti in partenza. Non ci sono destini già scritti. C’è il lavoro, la determinazione, la buona fede, la passione che si mettono in qualsiasi battaglia. In 3 anni abbiamo ricostruito l’immagine di questa nazione».
